A Modern Way To Die: l’esordio electro-wave con il full lenght Pulse And Treatment


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Dopo quattro anni di esibizioni nei locali e attività dal vivo, gli A Modern Way To Die debuttano con l’album “Pulse And Treatment, contenente i nuovi lavori della band catanese.

L’album, dal sound electro-rock, presenta brani particolari, orecchiabili ma di forte impatto al tempo stesso, che mescolano bene le influenze musicali dei componenti del gruppo, ciascuno dei quali con una sua personale idea di musica: il risultato è un disco che spazia dall’electro rock e shoegaze, fino all’indie e alla new wave, presentando in sè le particolarità di questi generi; in questo modo le traccie risultano tra loro molto varie e distinguibili, ognuna con una sua personalità e forza.

Nel complesso è, appunto, un album molto potente, facile da ascoltare ma, nel medesimo istante, mai banale, capace quindi di catturare l’attenzione attraverso un sound pieno e corposo, a cominciare dalla voce del frontman, Patrick Guerrera per arrivare alle distorsioni delle chitarre di Cris Battiato e Saint T Tromba, abillissimi nel creare atmosfere oniriche e fumose, tipicamente in stile alternative/shoegaze.

Le due chitarre hanno una parte fondamentale in tutti i pezzi, anche per via del genere scelto dalla band; costruiscono intro e outro dialogando tra di loro e creando trame di suoni (“Misantrophy”) e fanno da sfondo alla voce, usata anche essa come uno strumento.

Il gruppo non è però soltanto capace di pezzi potenti e graffianti (come “FlowoShe Walks”, quest’ultimo anche singolo apripista del disco corredato dal videoclip ufficiale disponibile su YouTube) ma conserva anche un lato melodico e pop, un lato più tranquillo ed introspettivo che risalta anche nei testi e nei titoli delle canzoni, come, per esempio “Feel Into The Voido “My Own Friend”.

Il risultato dell’incontro delle diverse influenze musicali dei membri della band (dai Sonic Youth e My Bloody Valentine passando per gli Smiths) ha dunque prodotto un album di classe, versatile e valido, capace di attirare l’attenzione non solo degli amanti del genere, ma anche degli ascoltatori di indie e classic rock.

By Elena Rizzi

 https://soundcloud.com/pulse-and-t

 https://www.facebook.com/pages/a-modern-way-to-die/330188269085

Perturbazione live @ Winter Garden di Verona 14 Marzo

Prima data del tour 2014 per la band reduce da Sanremo!

PERTURBAZIONE LIVE
14-03-2014
– VERONA – h 21.00

WINTER GARDEN c/o il CROWN PLAZA VERONA

Opening Act NADIA & THE RABBITS + VERONICA MARCHI

 

ProntiEnergiciRisolutiTenaciUniti

RitmatiBraviAccordatiZigzagantiIlluminati

OriginaliNecessariEleganti

Tutto questo e molto altro lo hanno dimostrato dal palco del Festival di Sanremo:

dopo 6 tentativi, 6 dischi pubblicati dai 6 componenti dei Perturbazione

con il codice 06 si sono piazzati al 6° posto nella serata finale della

64esima edizione della kermesse canora.  

5 donne più il personaggio narrante/cantante (6 personaggi)

sono i protagonisti di questo amarcord sentimentale intitolato LUnica, che ha strappato applausi a scena aperta in sala stampa, che ha conquistato il Premio Critica Radio/Tv/Web della Sala Stampa Lucio Dalla, il Premio 100 Radioe il Premio Blog Macchia Nera assegnato al Dopo Festival

LUnica ha affascinato sia la platea in sala che il pubblico a casa, il quale in una manciata di ore ha cliccato quasi mezzo milione di volte il video realizzato da Jacopo Rondinelli…senza dimenticare che a oggi il singolo è la quarta canzone italiana più ascolta su Spotify e Musica X è il 5° album italiano più ascoltato in classifica, mentre su iTunes si attesta come dodicesimo italiano acquistato.

PERTURBAZIONE

1° DATA DEL TOUR 2014

OPENING: NADIA & THE RABBITS + VERONICA MARCHI

14 Marzo 2014, ore 21.00

Winter Garden, Crowne Plaza Verona

Via Belgio, 16, 37135 Verona

Dopo “L’Unica” a Sanremo, arriva la prima a Verona: i Perturbazione aprono il tour 2014 a Verona.

I PERTURBAZIONE, dopo il grande successo a Sanremo, aprono il tour 2014 al Winter Garden del Crowne Plaza Verona, venerdì 14 marzo.

La band torinese, è stata la vera rivelazione della 64° edizione del Festival aggiudicandosi il premio della sala stampa radio-tv-web “Lucio Dalla”, con la canzone “L’unica” che, inoltre, si è classificata sesta nella classifica finale. L’Unica, dalla sua pubblicazione su Youtube, il 19 febbraio, ad oggi ha totalizzato quasi 700.000 visite.

Un’occasione unica anche per il battesimo del Winter Garden come location aperta al pubblico spettacolo, che diventa così un nuovo ed eccezionale spazio per la cultura e l’intrattenimento a Verona.

PERTURBAZIONE

I Perturbazione sono uno dei principali gruppi rock italiani dei nostri anni. Nati a Rivoli, alle porte di Torino, hanno segnato la musica nazionale grazie a una manciata di album fra i più significativi dell’ultimo decennio. Dopo gli esordi nel ‘98 (Waiting to Happen e 36) è arrivato il passaggio alla lingua italiana e con esso l’album della svolta: In circolo, uno dei dischi più rilevanti della contemporaneità nazionale. Considerato dal mensile “Rolling Stone” come uno dei 100 più belli di sempre della musica italiana, In circolo è stato da poco ripubblicato in una versione doppia e celebrativa per il decennale.

Canzoni allo specchio e Pianissimo Fortissimo completano una sorta di trilogia della “formazione” e contribuiscono ad affermare il nome della band nel panorama nazionale. Nel 2010 arriva Del nostro tempo rubato, l’album linguisticamente più maturo del sestetto piemontese.

Titolari di una forte identità legata all’incrocio tra strumentazione rock (basso e chitarre elettriche, batteria) e classica (violoncello, pianoforte), nonché di molti progetti paralleli (Concerto per disegnatore e orchestra, Le città viste dal basso etc.) i Perturbazione incarnano ormai più una factory creativa che una semplice band.

Recentemente i Perturbazione sono rientrati a casa Mescal che ha pubblicato il 6 Maggio 2013 il nuovo e sesto disco del gruppo, prodotto da Max Casacci (Subsonica), intitolato Musica X e distribuito in allegato a XL di Repubblica; la band che sa magistralmente shakerare la canzone d’autore al pop strizzando l’occhio al rock e al contempo all’elettronica ha registrato 10 nuovi brani, per un nuovo percorso con specialissimi ospiti (I Cani, Erica Mou e Luca Carboni) e fresche suggestioni per un’esperienza che non mancherà di stupire neppure i più affezionati seguaci della band.

- A rappresentare tutto ciò, il primo singolo/video La Vita Davanti e un tour estivo che ha traghettato la band attraverso l’Italia mentre si organizzava la parte autunnale, che ha preso il via da una doppia tappa a Berlino e una a Bruxelles (17 / 18 / 19 Ottobre) dove i Perturbazione hanno presentato dal vivo Musica X sia come album che come nuovo singolo.

- Il 18 Novembre è arrivata una bellissima notizia: i Perturbazione con L’Unica e L’Italia vista dal bar, parteciperanno alla 64esima edizione del Festival di Sanremo (dal 18 al 22 Febbraio 2014).

Genere: PoP / Rock

Ultimo Disco: Musica X (Mescal / Aprile 2013)

Componenti:

Tommaso Cerasuolo: voce

Elena Diana: violoncello

Gigi Giancursi: chitarra e voce

Cristiano Lo Mele: chitarra e tastiere

Rossano Lo Mele: batteria

Alex Baracco: basso

Link: www.perturbazione.comwww.facebook.com/pages/PERTURBAZIONE/32559705898

INFO AL PUBBLICO: +39 045 830 36 46

Biglietti prevendita: 13 €

Show Day: 15 €

Prevendite:

Crowne Plaza Verona – Via Belgio, 16, 37135 Verona

Online: www.vrbanfestival.com

INFORMAZIONI ALLA STAMPA

STUDIOVENTISETTE S.R.L.

Alessandra Biti | ph.: +39 0458303646 | mobile: +39 3497454585 | alessandra.biti@studioventisette.net
Stefania Berlasso | ph.: +39 0458303646 | mobile: +39 3398848071 | ufficiostampa@studioventisette.net

Musica X è il 6° disco dei Perturbazione.

L’album della consacrazione per il sestetto piemontese: dopo la pubblicazione a metà 2013 come allegato di XL de La Repubblica, esce infatti ora per la prima volta nelle catene e nei negozi e di dischi. Ma in una versione ampliata, subito dopo la partecipazione dei Perturbazione al Festival di Sanremo 2014. Contenente cioè anche le due canzoni presentate sul palco del Teatro Ariston: L’unica e L’Italia vista dal bar.

La maggior parte delle persone confonde due sostantivi. Complicazione e complessità. Si tratta in realtà di due parole differenti. Una – la complicazione – indica un lavoro articolato, ma spesso senza la necessità di farsi capire. L’altra – la complessità – riguarda la ricchezza di elementi sintetizzati in un’opera. L’evoluzione di quanto già teorizzato da Italo Calvino quando parlava di leggerezza pensosa.

Si può applicare la teoria della complessità alla musica pop? Sì, perché i più grandi album della storia sono dischi densi di elementi combinati tra di loro che, per una sorta di sospensione magica, arrivano diretti a comunicare quel che devono. Sgt Peppers’ dei Beatles, Thriller di Michael Jackson, Dare! degli Human League, Anima latina di Battisti, Wolfgang Amadeus Phoenix dei Phoenix, Homogenic di Bjork, Homework dei Daft Punk e via dicendo: tutti grandi dischi pop. Che hanno fatto dell’incrocio tra il momento storico, la ricchezza linguistica e la semplicità d’assimilazione il loro punto di forza.

Si può fare musica in tanti modi. C’è chi ama Moby per il suo stile musicale. E chi gli rimprovera di fare un po’ sempre le stesse cose. E ci sono invece quelli come David Bowie che hanno costruito una carriera basata su un appetito artistico insaziabile.

Dovendo scegliere, Musica X appartiene a quest’ultima famiglia. Del resto le vecchie categorie sociali sono saltate: il lavoro non fornisce più identità. La politica nemmeno. La religione figurarsi. L’età neanche a parlarne, siamo sempre tutti giovani. La geografia non indica più una posizione, una direzione, un senso. Da qui parte il brano che apre il disco, Chiticapisce, un ritratto ironico quanto potente dello spaesamento odierno che riguarda tutti.

Di fronte a questa presa di coscienza rimane la passione. La passione del fare musica, facendo però saltare griglie interpretative ormai superate.

Reduci da una serie di album a inizio millennio che hanno contribuito a ridefinire il concetto di musica italiana (l’acclamato In circolo, e poi Canzoni allo specchio e Pianissimo fortissimo), i Perturbazione hanno cominciato a reinventare se stessi già con il doppio album Del nostro tempo rubato (2010). La band si è così ritrovata in studio di fronte a se stessa e a questo scenario: comporre musica senza indugiare sul passato e sulle sue formule. Col desiderio di non farsi rinchiudere in quella parrocchia musicale dove ci si parla e ci si ascolta solo tra convertiti. Un passo oltre: la creazione di una Musica che fosse indeterminata, X appunto.

X come impossibile da restringere in una formula.

X come gli anni che stiamo vivendo.

X che sta al posto di per. La musica, fondamentale per la nostra quotidianità. La colonna sonora, il sale e il sangue delle nostre esperienze.

Per fare ciò hanno deciso di farsi aiutare da Max Casacci, fondatore dei Subsonica e produttore artistico di Musica X.

In tema di produttori, va ricordato che il celebre guru inglese Trevor Horn ha definito la musica pop come la forma sonora più rivoluzionaria in circolazione. Sinonimo di evoluzione: perché fa da sfondo e riflette il tempo che abitiamo, e come esso deve procedere. Musica X nasce in questo modo. Con la voglia di sperimentare più che mai con la programmazione elettronica, il ritmo e la melodia. E unendo a ciò la solidità di scrittura che ha reso i Perturbazione uno dei principali gruppi italiani dell’attualità musicale.

Il filo conduttore dell’album a livello narrativo è perlopiù basato sulla manutenzione e sullo scoppio della vita di coppia. In più: uno sguardo e una presa di coscienza del sesso come forma di comunicazione. Spietata, carnale, inevitabile, profonda.

Si tratta di temi trattati con efficacia neorealista e ironia in brani come L’unica, Diversi dal resto e La vita davanti. E che non a caso giunge alla sua sintesi nel brano di chiusura, Legàmi. In mezzo ci sono riflessioni sull’età adulta e quella adultera come Mia figlia infinita e Monogamia.

Musica X è l’album più coeso dei Perturbazione: 12 canzoni in poco più di 40 minuti, quasi una reazione al precedente Del nostro tempo rubato. L’eterogeneità della scrittura e della divagazione continua tra generi è confermata anche dagli ospiti presenti: I Cani (nella corrosiva Questa è Sparta), la cantautrice Erica Mou (voce femminile di Ossexione) e infine Luca Carboni che duetta con Tommaso Cerasuolo ne I baci vietati.

Mondi apparentemente lontanissimi, ma che con proprietà di linguaggio dialogano fra di loro: da sempre la missione artistica dei Perturbazione. E di Musica X. Un album unico nel panorama italiano attuale, dove convergono stili, mobilità, diversità, coraggio, ambizione. In una parola: complessità.

Semplicemente.

Un disco destinato a lasciare un segno nell’evoluzione della musica e della cultura pop nazionale.

SUPPORTING ACTS BIO

NADIA & THE RABBITS

Nadia von Jacobi è nata a Monaco di Baviera, risiede in Italia e vive… nel mondo.

Fin dagli esordi, l’artista ha abituato il suo pubblico ad ascoltare la sua musica in tutte le lingue mentre la passione per le sette note e la ricerca della libertà spingono Nadia a esibirsi fin da giovanissima, passando indenne dalle gloriose assi del Rolling Stone ai peggiori bar delle Galapagos fino al 2009, quando arriva il primo frutto di questo viaggio: Song Fairy Tales, album autoprodotto e registrato dal vivo tra Londra e l’Italia. Qui s’incontrano alcuni temi che costituiscono l’essenza del suo pensiero, come la fiaba, un coniglio mannaro che ci corre dentro e che aspetta di incontrare i suoi simili.

Ed è proprio di questo periodo l’incontro con un branco di Rabbits, che cominciano a seguirla, trovando modo di presentare questo nuovo ensemble anche a Vienna e in Germania, oltre che nei luoghi già marcati in precedenza, con vari tour durante i quali si mette a fuoco tutta l’attitudine pop-folk di Nadia & The Rabbits.

È un incontro determinante che porta oggi alla nascita di un progetto internazionale, in cui convergono le esperienze di musicisti italiani, germanici, austriaci, francesi, americani, giapponesi, spagnoli e coreani impegnati nell’estrapolare da 32 strumenti il meglio dei suoni, accompagnando la voce di Nadia.

Dal suono del loro Folk Obliquo nasce Noblesse Oblique, realizzato con la co-produzione di LeLe Battista, registrato in Italia (Milano, Firenze, Rubiera e Cantù), negli USA (New Orleans), in Austria (Vienna), in Germania (Detmold), in UK (Londra) e pubblicato da Mescal il 29 Gennaio 2013 e affiancato dal video del 1° singolo, Moongirl, presentato in anteprima /esclusiva sul sito di XL.

WEBSITE:http://nadiavonjacobi.com/

VERONICA MARCHI

Cantante e autrice sin dalla tenera età, la musica di Veronica Marchi spazia dal pop rock al folk cantautorale.

Cresce ascoltando Alanis Morissette, Jeff Buckley, David Bowie, Suzanne Vega e gli italiani Rino Gaetano, Lucio Battisti, Carmen Consoli.

Mostra sin da piccolissima una forte passione per la musica. Inizia a cantare a quattro anni, giocando col pianoforte della sorella suona ad orecchio le note di “Sapore di sale” di Gino Paoli. Inizia poi lo studio del pianoforte e della chitarra, consegue la licenza di Teoria e solfeggio al conservatorio di Riva Del Garda, studia canto e composizione.

Le prime apparizioni in pubblico risalgono alla fine degli anni 80. Il 1989 la vede protagonista della trasmissione di Rai 2 “Piccoli e grandi fans”. Scrive la sua prima canzone, “Cosa c’è”, a 9 anni; con essa vince il “Microfono D’oro” a Mirandola nel 1992.

Proseguono poi negli anni le partecipazioni a concorsi e manifestazioni, tra le quali Trenta ore per la vita, Telethon, Karaoke (programma televisivo) di Fiorello, che vince cantando “Io penso positivo” di Jovanotti.

L’esordio discografico

Il 2005 è l’anno del debutto discografico di Veronica Marchi. L’album omonimo è prodotto artisticamente dalla stessa cantautrice in collaborazione con Mauro Magnani ed esce per l’etichetta discografica La Matricula di Luigi Pecere, edizioni Rai Trade.

Il disco riceve subito forti consensi da parte di critica e pubblico, con i consecutivi riconoscimenti – menzione Targa Tenco sez. Opera Prima, prima ex aequo; Premio Bianca D’Aponte, Premio DemoRai.
Dal primo singolo, “
Bambina“, viene estratto un video per la regia di Sebastiano Festa (E-Gain, unità di crisi).

Veronica apre i concerti di artisti del calibro di Cristina Donà, Niccolò Fabi, Nada, Antonella Ruggiero, Lara Martelli, Teresa De Sio, Roberto Angelini, Marta Sui Tubi, Laura Bono, Davide Van de Sfroos, Eugenio Finardi.

  • L’acqua del mare non si può bere e collaborazioni

Nell’estate del 2007 esce in distribuzione digitale “Saldi di primavera”, il biglietto da visita del nuovo album, in uscita a maggio 2008. Il nuovo disco è anticipato dal singolo “Splendida Coerenza”, brano con cui Veronica si aggiudica il primo posto ed il premio della critica al Giffoni Music Concept, sullo stesso palco la rassegna ospita Carmen Consoli, Samuele Bersani, Irene Grandi, Tiromancino, Simone Cristicchi e molti altri artisti di spessore. Il secondo disco di Veronica Marchi è uscito il 9 maggio 2008 e s’intitola “L’acqua del mare non si può bere“Veronica porta avanti dal 2006 un progetto parallelo alla sua carriera solista con la rock band Maryposh. Il disco della band è prodotto da Giusi (JP) Passalacqua, già al lavoro con gli Afterhours per l’album Ballate per piccole iene.

Nel 2009 Veronica non si limita a perseguire la sua carriera di cantautrice, bensì intraprende nuove strade che ampliano le sue capacità artistiche a 360°: è direttrice artistica del Circolo Culturale Majakovskij di Verona per la stagione di apertura 2008/2009; apre un blog dove pubblica i suoi racconti brevi, blog che il 22 giugno diventa anche una trasmissione radiofonica condotta da lei stessa, intitolata Nerosubianco. Il 16 giugno è una delle ospiti del United Verona Artists al Teatro Romano (Verona), un evento unico che vede protagonisti i maggiori esponenti della scena musicale/artistica veronese degli ultimi 40 anni. Dal 13 novembre è parte della compagnia teatral/musicale di Natalino Balasso per la serie di spettacoli intitolati FOG THEATRE, al Teatro Alcione di Verona.

Nel 2010 prosegue la collaborazione in teatro con la compagnia di Natalino Balasso. Il tour la porterà anche alla fine dell’anno al Gran Teatro di Padova con dieci repliche dello spettacolo. Nel frattempo si solidifica la collaborazione con il pittore veronese Serafino Rudari, con cui porta in giro per l’Italia uno spettacolo intitolato CANZONI A COLORI. Una performance di arte e musica in tempo reale, che riscuote un buon successo di pubblico (partecipazione, tra gli altri, al Folk Festival di Orvieto e al RossoBastardoLive di Spoleto).

Il 23 e 24 giugno viene chiamata da Enrico De Angelis Premio Tenco per diventare una delle voci dello spettacolo dedicato a Fabrizio De Andrè “Bocche di rosa – Dieci voci femminili interpretano Spoon River”. Il 7 agosto Veronica Marchi è a Cracovia (Polonia) come unico artista italiano del Leonard Cohen Event 2010. La prestigiosa manifestazione dedicata all’artista canadese si ripete ogni due anni, e Veronica viene chiamata a prenderne parte proprio per le sue qualità interpretative del repertorio del cantautore, con testi tradotti in italiano da Flavio Poltronieri e Marco Ongaro.

Di ritorno dall’estero Veronica inizia a dedicarsi alla realizzazione del suo terzo album, definendo la scrittura dei brani e preparando insieme ai suoi fedeli musicisti un lavoro in studio come bozza del disco. Nell’agosto del 2011 Veronica entra in studio, con Maddalena Fasoli, Andrea Faccioli e Nelide Bandello, per registrare il terzo album che vede la luce in 20 aprile 2012, e che viene intitolato “La guarigione” (Cabezon/Audioglobe), e che vanta la collaborazione artistica di Dario Caglioni.

Vincitrice del Premio Canzone D’autore alla Fiera della Musica di San Donà di Piave 2013.

Album

Singoli

  • 2005Bambina
  • 2006Linea 31
  • 2007Saldi di primavera
  • 2008Splendida Coerenza
  • 2012 – “La passeggiata”
  • 2012 – “Così come mi vedi”

Il “Viaggio Ribelle” di Davide Taloni

Il cantautore Davide Taloni

Non rimpiango il tempo perso, non si perde il tempo lo si vive sempre”.

Ho deciso di iniziare così questa mia recensione, sfruttando subito i testi del cantautore che andrò a presentarvi e commentarvi quest’oggi! Cuffie? Pronte! Computer? come sempre surriscaldato dall’ascolto eccessivo dei brani! E la mia mente?…riempita di pensieri. Ed è forse questa la poesia di un cantautore, è forse questa la magia che sta dietro ad un testo scritto a tavolino in compagnia unicamente della propria chitarra, il potere di emozionare…con poco. Non fraintendetemi, non voglio sminuire nessuno, non è che essere cantautori sia sinonimo di carenza tecnica per quanto riguarda la musicalità dei pezzi, sto solo dicendo che quando ascolto Guccini, Bertoli o l’irraggiungibile Faber, la mia attenzione è principalmente rivolta ai testi, perché la bellezza artistica e l’essenza dei brani è racchiusa nelle parole che questi dicono, ed ogni testo sarebbe bellissimo qualunque fosse la base strumentale che lo accompagna.

Ma sto divagando, scusate! Voglio inquadrarvi il nostro artista!

Davide Taloni, è questo il nome, afferma nella sua biografia di aver sempre amato la musica, sin dalla tenera età (una simpatica foto sul suo sito conferma le sue parole). La musica lo ha sempre affascinato, accompagnandolo nei suoi pensieri e permettendo alla sua mente di spaziare, fin quando la “Sua Musica” non ha sentito la necessità di uscire, la necessità di essere espressa tramite le sue parole. Da qui nasce la “collaborazione” con la sua fedele chitarra, ed ora si presenta al pubblico, principalmente del Nord-Italia, con i suoi lavori, scritti di proprio pugno, accompagnato dalla sua band. La particolarità di questo artista, che sento di riportarvi, sta nell’insolito tour “Viaggio Ribelle” che lo ha visto inforcare la vespa, caricata con chitarra ed amplificatore, e diffondere la propria musica lungo strade, piazze e passi alpini, ovunque le orecchie di qualcuno potessero udirla e godere della composizione. Ed è per questo che ho iniziato la recensione con una frase tratta da un suo brano, precisamente “Tutto il nostro tempo perso”, perché Davide Taloni ci dimostra come il tempo speso ad inseguire passioni così forti, capaci di portarti a sostenere un tour così fuori dal normale, non potrà mai definirsi perso…ma semplicemente vissuto.

Inquadrato l’artista, inquadriamo l’opera! Entrando in contraddizione con quanto detto prima, sento di dover fare una lode a chi accompagna Davide nella sua espressione musicale, quindi ai componenti della band, intenti a seguire i testi del nostro cantautore, riempiendo i vuoti con i loro strumenti. Un sound che trasmette principalmente tranquillità, come le canzoni ed i testi vogliono d’altronde, un sound che accompagna perfettamente la voce di Davide ma che spesso passa anche in primo piano con assoli di chitarra consoni al genere interpretato. Quando dico consoni è perché dubito che qualcuno di voi abbia mai sentito una “canzone da cantautore” lasciar spazio ad una chitarra distorta e 

virtuosa, come mai sentirete un assolo di batteria degno di un gruppo metal. Ad ognuno il suo genere!

La musica di Davide è semplice e leggera, sembra (ed è così) ci voglia esprimere qualcosa, un suo pensiero, un suo sogno, un desiderio o una speranza. Non importa quello che cerca di trasmetterci, qualunque cosa essa sia Davide ci riesce. Grazie a qualche parola, qualche frase che fa riflettere…o più semplicemente fa sorridere. Non c’è una canzone, fra quelle che ho avuto il piacere di ascoltare, che non mi abbia lasciato perplesso, a divagare fra me e me, e, giuro davvero, mi sono spesso scoperto perso in ricordi e pensieri che pensavo nascosti e dimenticati nei più remoti lidi della mia mente. 

L’ascolto di questo artista è una esperienza significativa, permette di scoprire a fondo il suo pensiero e poter in parte riscoprire anche il nostro. Questo perché Davide ci offre molti spunti, passando da un testo indirizzato ad una ragazza conosciuta anni fa a quello che lui stesso definisce il “suo” inno alle osterie di tutto il mondo (99 bar), personalmente il brano che ho preferito. Detto questo ne consiglio l’ascolto a tutti ed auguro a lui ed alla sua band il miglior futuro gli si possa augurare.

99 bar un po’ di compagnia ti fa cambiare umore

By Bluff

http://www.davidetaloni.it/

Sequen_ce – “Some Evil Ep”

La copertina dell'ep d'esordio di Sequen_ce

By Oretta Bressan

Una delle novità sulla scena musicale italiana a cui bisogna prestare attenzione è sicuramente l’EP Some Evil, uscito il 3 gennaio 2014, nato dal progetto Sequenc_ce di Pietro Paroletti.

L’idea guida nel lavoro sull’Ep è stata quella di “valorizzare al massimo le linee melodiche”, come Pietro afferma nella sua prima intervista (realizzata da Annalisa Nicastro per SOund36). Infatti, ciò che accomuna i quattro pezzi che lo costituiscono è proprio la ricerca di un nuovo suono che accoglie sia l’”elettr(on)ico”, sia l’”acustico” in un’armonia di omogeneità. Mi pare però che tale idea sia stata filtrata, forse inconsciamente, attraverso una sorta di contrasto-conflitto che provoca di volta in volta una piccola sorpresa nell’ascoltatore: i primi secondi di fredda elettronica, nella prima canzone, vengono improvvisamente accolti da un gentile suono di chitarra acustica.

L’atmosfera che viene a crearsi è quella di un pacifico viaggio nel pensiero dell’autore. La prima canzone, che per certi aspetti appare introduttiva all’intero EP (anche per l’omonimo titolo), inganna proprio con tale atmosfera, che già passando alla seconda canzone, People Turning, inizia a mutare. Qui l’artista ci porta in punti più intimi dell’anima, e perciò più delicati e più tristi. Di seguito, l’immagine che appare è quella di un artista ferito, ma autonomo dal resto del mondo (“I don’t need to come back home to rise up” – in Glance). Questa sicurezza di autonomia nuovamente illude l’ascoltatore, alla fine abbandonato in un clima di segreto avvilimento, che traspare dalla voce profondamente emotiva di Pietro accompagnata da un’altra altrettanto delicata e fragile (nell’ultima canzone, As I don’t).

Appare evidente che nel “valorizzare la melodia” l’uso e la ricerca sulla voce abbiano giocato un ruolo determinante. La voce di Pietro, con all’interno un talento ancora in parte nascosto, decisamente inusuale per i generi di musica tra i quali lui stesso si muove, potrebbe forse essere più adatta a musiche che esigono una maggiore potenza di voce (riuscirebbe a inquadrarsi perfettamente nell’alternative/hard rock), che sicuramente si nasconde in Sequen_ce, e che non è ancora interamente esplorata. La scelta (forse un po’ ingenua, ma sicuramente audace) di applicare una voce di tali sfumature nel trattare temi di delicata e soffice intimità finisce per esprimersi sottoforma di un altro contrasto-conflitto; l’immagine di fragilità dell’artista viene contrapposta al vigore della sua voce. Tale contrasto è ciò che rende questo EP particolare e degno di attenzione. La tensione a comunicare la propria interiorità è affermata dalla scelta della lingua inglese, che nasconde ambizioni verso un pubblico più eterogeneo.

Anche se vengono lievemente percepite certe influenze (come quella dei National o di Bon Iver), Sequen_ce proprio elaborandole riesce ad allontanarsi da esse. Da tutto ciò si può concludere che Some Evil è solo un primo accenno a un talento e a una creatività non ancora interamente espressi.

http://sequen-ce.bandcamp.com/

https://www.facebook.com/sequenceitaly

“Cupid Deluxe”, il nuovo disco di Blood Orange, l’araldo della New Black Music

Blood Orange – Cupid Deluxe (Domino)

Potrebbe anche essere che i lustrini dell’errebì non siano la vostra cup of tea, ma non dareste cinquanta minuti del vostro tempo a Cupid Deluxe sapendo che il tizio in questione è l’araldo della new black music e potrebbe ambire al trono del fu Prince? Blood Orange ci ha donato uno dei dischi dell’anno 2013, compreso tra soul, funk sintetico ed old-school ed il secondo album di Dev Hynes (Coastal Grooves è del 2011) non ha certo bisogno di ulteriore retorica per convincervi di quanto sarà importante nelle sorti di questo genere.

Certo che stupisce che dopo aver militato agli inizi della sua carriera nella formazione dance-punk dei Test Icicles, l’uomo nero che si celava dietro Lightspeed Champion era sempre Dev. Chi ha memoria ‘indie’ ricorderà che l’inglese trasferitosi in America pubblicò un paio di albums per Domino Records circondato anche da bella gente del giro Bright Eyes.

All’epoca Lightspeed Champion non me lo filai di striscio poiché non mi colpì affatto; il cantautorato indie-folk del tempo aveva ben altri numeri da esibire ed io non ho mai avuto nessun ripensamento né senso di colpa per questo. Questo fa sì che (ri)scoprire oggi questo artista su un terreno musicale più distante sia ancora più interessante. E non vi sembri moralismo ma a volte (e sottolineo ‘a volte’) ambizione, volontà e duro lavoro premiano e Blood Orange lo merita.

Guardi il video di Time Will Tell e ti sembra di assistere ad una scena tratta dalle prime stagioni di Saranno Famosi. Dev non è questo gran ballerino ma la sua mancanza di vergogna nel lasciare il pianoforte per andare allo specchio e ‘muoversi’ come se fosse da solo, noncurante delle centinaia di migliaia di visualizzazioni su youtube, non può non conquistarvi. Scavalcando quella linea impercettibile tra goffaggine ed ingenuità egli ci lascia intravedere candido l’ombra lunga di un Michael Jackson in stadio larvale.

D’accordo che il music-biz a volte ci irretisce con disegni poco chiari e segnali contraddittori ma c’è anche il video di Chamakay in cui Dev va a Georgetown in Guyana per incontrare per la prima volta il nonno materno di 92 anni ed una tale spontaneità – immaginate il contesto di povertà – fa di lui un personaggio indubbiamente intrigante. E non stiamo ancora parlando di musica; Cupid Deluxe è un disco molto morbido e seducente come annunciato dai primi rintocchi esotici di Chamakay o dalle note jazzate e celestiali di Chosen. C’è anche l’hip-hop di Clipped On e di High Street che pur senza essere sperimentale si distacca dalle usuale iconografia che lo rappresenta, ma sono le sicure hit come la già citata Time Will Tell, la contagiosa You’re Not Good Enough, il funk di Uncle Ace, molto eighties con i suoi inserti di sax e dal finale shuffle ad indurre al play compulsivo.

E cosa resta di quel passato indie rock? La collaborazione di David Longstreth dei Dirty Projectors forse? la copertina ambigua come quella di una band noise nwyorkese o la cover di I Can Only Disappont U dei Mansun qui ribattezzata Always Let U Down?

Non lo so, ma soprattutto chi se ne frega: Blood Orange è l’icona pop per il 2013 o almeno io la mia l’ho sicuramente trovata.

Recensito per Freak Out Magazine a questo link: http://goo.gl/3Vyieh

http://giuliozine.wordpress.com/2014/01/13/blood-orange-ce-vita-dopo-neverland/

http://giuliozine.wordpress.com

Personalità e qualità: ecco l’hardcore/nu metal dei pesaresi Selica

La copertina dell'omonimo ep dei Selica

A cura di Alice Bevilacqua

I Selica sono il tipo di band che ti fa pensare “finalmente”, non appena si finisce di ascoltare il loro primo EP.

Finalmente”, perché per quanto si pensi di aver capito in che genere catalogarli fin dalle prime note – qualcosa di vicino all’hardcore/nu metal che molte, moltissime band propongono senza grandi variazioni le une dalle altre negli ultimi anni –, questa band pesarese attiva dal 2010 riesce a condensare nei tre brani che compongono l’unico lavoro finora ultimato una miriade di suggestioni diverse che senza dubbio rimangono impresse, e che finalmente dicono qualcosa di personale e caratterizzante su chi le ha composte.

Non ci si trova davanti a solite tiritere di parti veloci, qualche breakdown qua e là, e le usuali parti ritmiche a livellare il tutto, rendendo la musica di facile assimilazione, ma anche successiva digestione e rigetto altrettanto veloce; i Selica riescono a spingerti ad ascoltare i brani ancora e ancora, cercando di cogliere ogni volta qualcosa di nuovo, ed in effetti si scopre come i brani siano decisamente interessanti e ben costruiti, piuttosto lontani dagli stereotipi del genere, o che perlomeno cercano di esserlo – il che è sempre un gran bene.

L’EP si apre con ‘Your number is zero‘, il cui intro elettronico e deciso riesce a catturare l’attenzione dell’ascoltatore e, arricchendosi man mano di nuovi suoni, a condurlo all’interno del brano, che dopo un iniziale segmento più veloce che in effetti ci si aspetta di incontrare, con ritmo e melodia piuttosto convenzionali, si placa momentaneamente, per aprirsi poi in un minuto e mezzo di forza e potenza venate da malinconia, senza tuttavia perdere il forte impatto del pezzo, ottenuto con la ritmica che rallenta maestosa e la voce che riesce ad emergere dal resto, passando dal pulito ad una tonalità più roca, e siamo obbligati ad ascoltare con maggiore attenzione. La carica emotiva ottenuta però non si disperde affatto con il proseguire del brano, venendo invece prolungata con efficacia fino alla fine, e ci si stupisce nel vedere quanto lontano si è spinto il brano rispetto alle premesse iniziali.

I pesaresi Selica

La seconda traccia, ‘Downside‘, ha di nuovo un attacco elettronico, ma non si fa in tempo a dare un giudizio definitivo che arrivano le melodie di chitarre a scombinare il tutto, alcune più distorte, altre che invece delineano con chiarezza il riffing, accompagnate dalle percussioni che rivelano la natura quasi di ‘ballata’ del brano, più lento e melodico di quello che lo precede, lontano dalla velocità e violenza dell’hardcore, se non per qualche frammento più calcato qua e là, perfetto per non far dimenticare le vere radici della band. La canzone risulta un piacevole ‘stacco’ nell’EP, ancora più piacevole perché fortunatamente non ne viene sottolineata la matrice più drammatica e melodica, ma risulta un composto abbastanza omogeneo che non annoia e anzi si distingue da moltissime tracce che potrebbero esserle accostate, per stile e genere.

Sins‘ conclude questo lavoro, e si tratta di una degna conclusione: a mio avviso, il brano che più merita di essere considerato non solo perché pare quasi fondere gli aspetti caratterizzanti di ‘Your number is zero‘ e ‘Downside‘, e cioè l’impatto e la melodia, ma anche perché offre esempi ulteriori di ciò di cui la band è capace, e alla fine del brano lo si vuole riascoltare, tanti sono i momenti interessanti che ha da offrire. L’inizio è scandito da chitarre corpose che danno spessore e pesantezza al resto, sia nei momenti più veloci che in quelli più calmi, duranti i quali si può sentire un accenno di assolo quasi limido e aggraziato, ma inaspettatamente si è gettati in una sequenza di batteria che domina la scena con forza, dando al brano una marcia in più. Come se non bastasse, il tutto si conclude con una pesantissima parte di chitarre riverberate, elementi elettronici cupi e voce possente, senza contare la ritmica di nuovo incalzante che passa difficilmente inosservata.

Unico elemento non sempre convincente è talvolta la voce in pulito, non sempre efficace nel delineare o sostenere le trame dei diversi brani, mentre invece guadagna decisamente forza quando è più rabbiosa e urlata, sposandosi bene con ciò che la circonda.

 I Selica dimostrano di possedere le basi per cose ben più grandi, e sebbene la qualità conti più della quantità, c’è da sperare che presto giungano al nostro orecchio altre novità, anche perché tre brani non sono sufficienti a dispiegare tutte le capacità che la band sembra possedere, e che la produzione targata ‘Selica‘ non si esaurisca con questo seppur validissimo lavoro.

https://www.facebook.com/selica.band

http://selica.bandcamp.com/

“Shame On Call Me Platypus”, l’ep d’esordio dei modenesi Call Me Platypus

La copertina del primo ep dei modenesi Call Me Platypus

A cura di Manuel Maniaci

Se volessimo fare con i Call me Platypus il gioco del “somigliano a tale gruppo”, “ricordano quest’altro”, la lista sarebbe davvero lunga… In egual modo, sarebbe davvero estenuante elencare tutti i generi musicali che la band modenese affronta nel suo ultimo lavoro “Shame on call me platypus”. Ne verrebbe fuori che somigliano a così tante cose da non essere uguali a nessun altro e, alla fatidica domanda “ma che genere fanno?”, la risposta sarebbe un deciso e rassicurante “boh!”. 

D’altro canto, sperimentare mescolando assieme così tanti generi musicali è un rischio, perché si può cadere facilmente nel banale, nell’ inconcludenza, nella bruttezza semplice e pura, in una frammentarietà esagerata che può disturbare l’ascolto. È però un rischio che i Call me Platypus non hanno paura di affrontare e fanno bene, perché il risultato è decisamente positivo.

Ne viene fuori un lavoro tutt’altro che noioso, che va decisamente oltre la classica struttura verse-chorus-verse, a tratti dalle sonorità forti, a volte melodiche fino ad assumere le forme di ritmiche dal sentore addirittura ballabile. All’interno dell’Ep spicca “Indians, il brano migliore dal punto di vista musicale e lirico, ma nel complesso tutte e cinque le tracce riescono a tenere un livello discretamente alto.

Shame on call me platypus” è, insomma, un Ep fatto per non essere mai scontato, né nello scorrere dei vari brani né nella struttura interna di ciascuno di essi, e i Call me Platypus dimostrano di essere amorfi e difficilmente classificabili, proprio come la creatura da cui prendono il nome.

https://soundcloud.com/callmeplatypus/sets/shame-on-call-me-platypus

http://callmeplatypus.bandcamp.com/

http://www.youtube.com/user/MePlatypus?feature=watch

https://www.facebook.com/pages/Call-me-platypus/164178143603577

Themusicblog.eu: il nuovo, fornitissimo portale musicale!

Il banner del sito Themusicblog.eu

Nell’affollatissimo mondo dei siti, blog, portali e piattaforme dedicati alla musica, oggi vogliamo approfondire la conoscenza con l’italianissimo Themusicblog.eu. Oltre ad essere fornitissimo dal punto di vista delle informazioni musicali, il blog colpisce anche per la qualità e accuratezza grafiche.

Themusicblog.eu è un portale sul mondo della musica, dove potete trovare una raccolta delle migliori liste di musica su ogni genere e per ogni anno, Classifiche musicali mensili per ogni genere, anche video musicali, Album e compilation, e notizie dal mondo della musica. I titoli e le compilation sono a titolo informativo, aggregandoli, si dà la possibilità all’utente interessato di visionare titolo e album musicale ed eventualmente interessato ad acquistare in negozio cd, compilation, album visionati.

Le classifiche musicali vengono elaborate dopo attenti studi e seguendo classifiche musicali, forum, vendite di cd e ricerche su internet. Tutte le liste musicali, le classifiche e i titoli presenti su The Music Blog, possono essere ascoltati copiando il titolo di ogni singolo musicale che vi interessa (con autore e nome canzione) su “Youtube”. Ogni nostra lista o singoli musicali sono presenti ed ascoltabili sul famoso sito di video sharing. Questo fà notare la qualità delle liste e delle classifiche da noi proposte. Buona navigazione su Themusicblog.eu

Visitate il sito su:

www.themusicblog.eu

Misticismo e psichedelia: ecco i Virgo

La band vicentina

A cura di Elianna Dakota

“La ricerca è alla base dell’evoluzione umana”, e i Virgo percorrono la loro intensamente…

Si gusta già dalle prime note, dalle parole dei testi ricercate e pungenti, scoccate dal loro arco con melodie che colpiscono piacevolmente e intensamente.

Sapore vintage per questo gruppo tutt’altro che banale!

Ascoltando la ricerca dei suoni si è trasportati in luoghi mistici e psichedelici, talvolta magici: 

Ci si può cullare in dolci e amari sentimenti con il brano “Non ti sogno più”.

Ci si può elettrizzare l’animo con il ritmo rock di “Una storia vera”;

Ci si può emozionare davvero dentro “La stanza dei colori”;

Ci si può perdere nel fantastico oblio di pensieri, suoni ed emozioni del brano “Il tempo della memoria”, nella realtà che davvero viviamo Utopica e terribilmente corrotta, solo chi ci crede con pugno forte e piglio tenace trova e troverà spazio nell’inventare sempre e comunque qualcosa che scuote dentro!

La copertina di

Un mix ben preparato e miscelato al punto giusto in questi “giovani ragazzi un po maturi…

Lo strano accordo mette in fuga la realtà, ma il vostro, di accordo, metterà sicuramente d’accordo i più esigenti d’ascolto, o almeno tutti coloro che amano la musica di un certo calibro.

Hasta siempre Virgo... Buona vita a todos!

https://www.facebook.com/pages/VIRGO/120318194751830?ref=ts&id=120318194751830&sk=info

https://soundcloud.com/virgo-the-band

“Appunti d’amore” – Il debutto di Fabio Magi

Il musicista calabrese Fabio Magi

Il musicista calabrese Fabio Magi esordisce con l’ep “Appunti d’amore”, un progetto nel quale l’artista racconta delle tante sfumature dell’amore rappresentate come fossero annotazioni affrettate. Si parla, per esempio, delle varie fasi del corteggiamento: dall’inizio di una relazione al culmine della passione vissuta, ma c’è anche posto per il sentimento e la realizzazione di essere giunti al capolinea di una storia; il tutto esternato sempre con molta leggerezza e una buona dose di humour; magari fischiettando proprio come Magi stesso in Una nuova canzone d’amore. Pensieri, ricordi e considerazioni usciti per pochi attimi da un cassetto, giusto il tempo di confidarli a qualche amico, per poi tornare a nascondersi.

Prodotto, tra la Sardegna e gli U.S.A dalla Raighes Records di Roberto Diana (12th Independent Music Award Nominee, nonchè chitarrista, producer, polistrumentista internazionale con alle spalle importanti collaborazioni con nomi come Joey Huffman, Frank Gambale, Roberta Faccani, Steve Lukather, Dean Parks ,Tony Levin e molti altri..), Appunti d’amore” è attualmente “Disco Hit” per Studio 54 Network con i singoli: “Una nuova canzone d’amore”“Tutto per te”“Forse non sarò” e “Una piccola canzone” 

http://www.fabiomagi.com/

https://twitter.com/Fabio_Magi

https://www.facebook.com/pages/Fabio-Magi/450872171660277

Fabio Magi "Appunti d'amore"

Il primo singolo di Fabio Magi, “Tutto per te (radio edit)”, esce il 2 Marzo 2013 convincendo subito sia pubblico che critica.Tra i brani maggiormente scelti dalle radio più importanti del sud Italia, rimane in cima alla classifica su Studio 54 Network per oltre quattro settimane.

Il 29 Giugno 2013 è il giorno dell’uscita on-line di “Appunti d’amore” su tutti i digital store e la presentazione dal vivo all’anfiteatro Villa Comunale di Soverato: un evento che permette a Magi di far conoscere al pubblico il suo progetto musicale.

In continuo spostamento tra Modena, Milano e Catanzaro, Il 37enne musicista calabrese raggiunge e oltrepassa in pochissimo tempo le 8000 visualizzazioni sul proprio canale Youtube con il prossimo singolo “Una nuova canzone d’amore”

Ascolta “Appunti d’amore” di Fabio Magi in streaming su:

https://soundcloud.com/fabio-magi

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