Da Modena: Figli del papa



I Figli Del Papa sono una band nata nel 2006 dall’idea di Gka, Billnoise, Pinny e Chiò. Questi 4 ragazzi modenesi non vanno decisamente per il sottile: si autodefiniscono “Rapcore” e già nella scelta del nome per il progetto (che come loro stessi ammettono, è un biglietto da visita di difficile accettazione) avvertono la gentile clientela che la vena provocatoria è di casa ed è severamente vietata l’omologazione ad una società sempre più ipocrita e precaria.Ascoltandoli nelle loro sette  fatiche, non ho potuto fare a meno di lasciarmi piacevolmente sorprendere dall’impavido tentativo di combinare un genere tendenzialmente monotematico da un punto di vistasonoro come il rap con una moltitudine di soluzioni stilistiche piuttosto lontane dagli standard imposti e dall’anima palesemente heavy. A parte infatti le tracce “Nebbia” e “Gli Occhiali da Sole” (cherappresentano eccezioni dalle sonorità più soft), il rap dei loro testi viaggia tra le atmosfere inizialmente blueseggianti di “Supervivo” (salvo esplodere in un tripudio rock dal primo chorus inpoi), passando attraverso l’ironia a luci rosse di “Pelo” (pezzo che rimane in testa fin dal primo ascolto, con una base fatta di continue linee di riffoni di chitarra e un chorus dal sound tostissimo, nonchèbrano da cui verrà tratto il videoclip e che dà il titolo al primo Ep, ancora in cantiere e registrato da Enrico “Prozac” Calanca)  per arrivare infine al puro crossover di “Sotto A Chi Tocca Sotto” e“FDP”, nei quali lampante è l’intenzione di riecheggiare Fred Durst e i suoi Limp Bizkit ,sia nei suoni che nella timbrica vocale.Il progetto dei Figli del Papa è quindi indubbiamente da tenere in considerazione; i ragazzi infatti non si limitano a sputare le loro rime taglienti su basi campionate, qualche sample di tastiera o il solito motivetto di chitarra arpeggiata che si ripete instancabile all’infinito, bensì cercano di incastonare le loro acrobazie vocali all’interno di contesti dal mood sempre in mutamento, vòlto ad attirare la nostra attenzione non solo con le parole ma anche con la musica. Le loro canzoni hanno il pregio di essere ciascuna una storia a sé, ciascuna un intrepido esperimento stilistico sul quale poi vomitare le proprie passioni, la propria voglia di intrattenere e il desiderio di raccontare situazioni sociali che tutti noi abbiamo vissuto almeno una volta (feste, sbornie, avventure sessuali, gli sfottò ai metallari..) ma tinte di quell’aggressività sonora che rende il tutto sicuramente più particolare e meritevole di una chance. Perchè no?
Rentboy84


 

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