Personalità e qualità: ecco l’hardcore/nu metal dei pesaresi Selica

La copertina dell'omonimo ep dei Selica

A cura di Alice Bevilacqua

I Selica sono il tipo di band che ti fa pensare “finalmente”, non appena si finisce di ascoltare il loro primo EP.

Finalmente”, perché per quanto si pensi di aver capito in che genere catalogarli fin dalle prime note – qualcosa di vicino all’hardcore/nu metal che molte, moltissime band propongono senza grandi variazioni le une dalle altre negli ultimi anni –, questa band pesarese attiva dal 2010 riesce a condensare nei tre brani che compongono l’unico lavoro finora ultimato una miriade di suggestioni diverse che senza dubbio rimangono impresse, e che finalmente dicono qualcosa di personale e caratterizzante su chi le ha composte.

Non ci si trova davanti a solite tiritere di parti veloci, qualche breakdown qua e là, e le usuali parti ritmiche a livellare il tutto, rendendo la musica di facile assimilazione, ma anche successiva digestione e rigetto altrettanto veloce; i Selica riescono a spingerti ad ascoltare i brani ancora e ancora, cercando di cogliere ogni volta qualcosa di nuovo, ed in effetti si scopre come i brani siano decisamente interessanti e ben costruiti, piuttosto lontani dagli stereotipi del genere, o che perlomeno cercano di esserlo – il che è sempre un gran bene.

L’EP si apre con ‘Your number is zero‘, il cui intro elettronico e deciso riesce a catturare l’attenzione dell’ascoltatore e, arricchendosi man mano di nuovi suoni, a condurlo all’interno del brano, che dopo un iniziale segmento più veloce che in effetti ci si aspetta di incontrare, con ritmo e melodia piuttosto convenzionali, si placa momentaneamente, per aprirsi poi in un minuto e mezzo di forza e potenza venate da malinconia, senza tuttavia perdere il forte impatto del pezzo, ottenuto con la ritmica che rallenta maestosa e la voce che riesce ad emergere dal resto, passando dal pulito ad una tonalità più roca, e siamo obbligati ad ascoltare con maggiore attenzione. La carica emotiva ottenuta però non si disperde affatto con il proseguire del brano, venendo invece prolungata con efficacia fino alla fine, e ci si stupisce nel vedere quanto lontano si è spinto il brano rispetto alle premesse iniziali.

I pesaresi Selica

La seconda traccia, ‘Downside‘, ha di nuovo un attacco elettronico, ma non si fa in tempo a dare un giudizio definitivo che arrivano le melodie di chitarre a scombinare il tutto, alcune più distorte, altre che invece delineano con chiarezza il riffing, accompagnate dalle percussioni che rivelano la natura quasi di ‘ballata’ del brano, più lento e melodico di quello che lo precede, lontano dalla velocità e violenza dell’hardcore, se non per qualche frammento più calcato qua e là, perfetto per non far dimenticare le vere radici della band. La canzone risulta un piacevole ‘stacco’ nell’EP, ancora più piacevole perché fortunatamente non ne viene sottolineata la matrice più drammatica e melodica, ma risulta un composto abbastanza omogeneo che non annoia e anzi si distingue da moltissime tracce che potrebbero esserle accostate, per stile e genere.

Sins‘ conclude questo lavoro, e si tratta di una degna conclusione: a mio avviso, il brano che più merita di essere considerato non solo perché pare quasi fondere gli aspetti caratterizzanti di ‘Your number is zero‘ e ‘Downside‘, e cioè l’impatto e la melodia, ma anche perché offre esempi ulteriori di ciò di cui la band è capace, e alla fine del brano lo si vuole riascoltare, tanti sono i momenti interessanti che ha da offrire. L’inizio è scandito da chitarre corpose che danno spessore e pesantezza al resto, sia nei momenti più veloci che in quelli più calmi, duranti i quali si può sentire un accenno di assolo quasi limido e aggraziato, ma inaspettatamente si è gettati in una sequenza di batteria che domina la scena con forza, dando al brano una marcia in più. Come se non bastasse, il tutto si conclude con una pesantissima parte di chitarre riverberate, elementi elettronici cupi e voce possente, senza contare la ritmica di nuovo incalzante che passa difficilmente inosservata.

Unico elemento non sempre convincente è talvolta la voce in pulito, non sempre efficace nel delineare o sostenere le trame dei diversi brani, mentre invece guadagna decisamente forza quando è più rabbiosa e urlata, sposandosi bene con ciò che la circonda.

 I Selica dimostrano di possedere le basi per cose ben più grandi, e sebbene la qualità conti più della quantità, c’è da sperare che presto giungano al nostro orecchio altre novità, anche perché tre brani non sono sufficienti a dispiegare tutte le capacità che la band sembra possedere, e che la produzione targata ‘Selica‘ non si esaurisca con questo seppur validissimo lavoro.

https://www.facebook.com/selica.band

http://selica.bandcamp.com/

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