Sequen_ce – “Some Evil Ep”

La copertina dell'ep d'esordio di Sequen_ce

By Oretta Bressan

Una delle novità sulla scena musicale italiana a cui bisogna prestare attenzione è sicuramente l’EP Some Evil, uscito il 3 gennaio 2014, nato dal progetto Sequenc_ce di Pietro Paroletti.

L’idea guida nel lavoro sull’Ep è stata quella di “valorizzare al massimo le linee melodiche”, come Pietro afferma nella sua prima intervista (realizzata da Annalisa Nicastro per SOund36). Infatti, ciò che accomuna i quattro pezzi che lo costituiscono è proprio la ricerca di un nuovo suono che accoglie sia l’”elettr(on)ico”, sia l’”acustico” in un’armonia di omogeneità. Mi pare però che tale idea sia stata filtrata, forse inconsciamente, attraverso una sorta di contrasto-conflitto che provoca di volta in volta una piccola sorpresa nell’ascoltatore: i primi secondi di fredda elettronica, nella prima canzone, vengono improvvisamente accolti da un gentile suono di chitarra acustica.

L’atmosfera che viene a crearsi è quella di un pacifico viaggio nel pensiero dell’autore. La prima canzone, che per certi aspetti appare introduttiva all’intero EP (anche per l’omonimo titolo), inganna proprio con tale atmosfera, che già passando alla seconda canzone, People Turning, inizia a mutare. Qui l’artista ci porta in punti più intimi dell’anima, e perciò più delicati e più tristi. Di seguito, l’immagine che appare è quella di un artista ferito, ma autonomo dal resto del mondo (“I don’t need to come back home to rise up” – in Glance). Questa sicurezza di autonomia nuovamente illude l’ascoltatore, alla fine abbandonato in un clima di segreto avvilimento, che traspare dalla voce profondamente emotiva di Pietro accompagnata da un’altra altrettanto delicata e fragile (nell’ultima canzone, As I don’t).

Appare evidente che nel “valorizzare la melodia” l’uso e la ricerca sulla voce abbiano giocato un ruolo determinante. La voce di Pietro, con all’interno un talento ancora in parte nascosto, decisamente inusuale per i generi di musica tra i quali lui stesso si muove, potrebbe forse essere più adatta a musiche che esigono una maggiore potenza di voce (riuscirebbe a inquadrarsi perfettamente nell’alternative/hard rock), che sicuramente si nasconde in Sequen_ce, e che non è ancora interamente esplorata. La scelta (forse un po’ ingenua, ma sicuramente audace) di applicare una voce di tali sfumature nel trattare temi di delicata e soffice intimità finisce per esprimersi sottoforma di un altro contrasto-conflitto; l’immagine di fragilità dell’artista viene contrapposta al vigore della sua voce. Tale contrasto è ciò che rende questo EP particolare e degno di attenzione. La tensione a comunicare la propria interiorità è affermata dalla scelta della lingua inglese, che nasconde ambizioni verso un pubblico più eterogeneo.

Anche se vengono lievemente percepite certe influenze (come quella dei National o di Bon Iver), Sequen_ce proprio elaborandole riesce ad allontanarsi da esse. Da tutto ciò si può concludere che Some Evil è solo un primo accenno a un talento e a una creatività non ancora interamente espressi.

http://sequen-ce.bandcamp.com/

https://www.facebook.com/sequenceitaly

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...