I Dei Degli Olimpo – Dal lago di Bracciano a Ligabue con l’album Uno

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Esordio discografico per la band romana che lo scorso fine settembre ha suonato di fronte a 80.000 persone sul prestigioso palco del Liga Rock Park assieme al rocker di Correggio. Dieci brani per un caleidoscopio di generi che spaziano dal blues al metal, dal pop alla bossanova mantenendo al tempo stesso un’identità definita

Genere: rock/blues/pop

Label: Autoproduzione

Streaming https://ideidegliolimpo.bandcamp.com/releases


Si intitola
Uno ed è il primo album della giovane rock band romana I Dei Degli Olimpo.

Il disco, frutto di una crescita artistica dipanatasi nel corso di ben sei anni di attività, racchiude la voglia di esprimersi liberamente senza fare riferimento ad alcuna etichetta di genere, puntando sulla creatività e sfruttando molte influenze. La principale caratteristica di Uno infatti è quella di racchiudere numerosissime sfumature di stile all’interno dei dieci brani, senza rinunciare ad un sound energico, definito e riconoscibile dal quale la band trae la propria individualità. Le influenze spaziano dal blues al metal, dal pop alla bossanova conferendo un effetto caleidoscopico in grado, al tempo stesso, di mantenere un’identità definita.

Dall’uscita di Uno I Dei Degli Olimpo partecipano al Liga Rock Park, un contest atto a scegliere gruppi per aprire i concerti di Luciano Ligabue a Monza il 24 e il 25 settembre del 2016.

Passano le audizioni e vengono scelti per la data del 25 nella quale si esibiscono davanti ad 80.000 persone su uno dei palchi più grandi d’Europa. Durante lo show ricevono un riscontro più che positivo dal pubblico, così vasto ed eterogeneo, che li spinge verso la decisione di esplorare tutti gli stage italiani per rimanere vicini ai propri fan e scoprine di nuovi.

Mille anni dall’ombra live @ Liga Rock Park https://www.youtube.com/watch?v=nBXKrd7yoc8

Riuscire a creare un prodotto come Uno è stato possibile grazie al duro lavoro al Kick Recording Studio, durato più di cinque mesi, e ai saggi consigli di Marco Mastrobuono e Matteo Gabbianelli (Kutso) che hanno saputo indirizzare la band verso le scelte migliori. Il processo creativo che la porta a scrivere i brani è ormai rodato e consiste nello sviluppare una melodia che sappia trasmettere sensazioni all’ascoltatore, arrangiandola con la massima creatività e poi trasferendo il prodotto al test più importante: quello del pubblico. Esso è infatti il giudice più prestigioso e non esiste riconoscimento migliore di un gruppo di persone che canti le tue canzoni con te e riesca a condividerne i sentimenti trainanti.
Essere creativi, in fondo, significa proprio questo.

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Tracklist

1. Taci, Miserabile!

2. Società

3. Ma Siamo In Italia

4. Sono un Pagliaccio

5. Mille Anni Dall’Ombra

6. Strada Per Il Paradiso

7. Falso Alternativo

8. E’ Una Fotografia

9. Verdiana

10. Hey Don’t Forget Me

Tour (in costante aggiornamento)

22/12/2016 @ Status Pub, Bracciano (RM)

14/01/2017 @ Outlaw Club, Bracciano (RM)

20/01/2017 @ Itineris pub, Civita Castellana (VT)

10/02/2017 @ Casa di Emme, Bassano Romano (RM)

12/02/2017 @ Locanda Blues, Roma

Biografia – I Dei Degli Olimpo sono una rock band laziale nata fra i banchi del liceo nel 2010 dall’amicizia di cinque ragazzi e dal loro amore per la musica. Formatosi per gioco, il gruppo deve il proprio curioso nome a una gaffe fatta durante le riprese di un video che diventò presto virale durante gli anni del liceo. Dalle prime esperienze live alle feste scolastiche, la band inizia a farsi spazio fra la realtà musicale del Lazio, proponendo brani inediti e finendo con il registrare un primo EP alla Cattedrale dei Suoni di Luca Bellanova, successivamente presentato con un mega concerto al CrossRoads, celebre live club appena fuori Roma. Al termine delle registrazioni la band compie anche la prima esperienza all’estero, suonando alla “Fête de la Musique” di Parigi.

Durante questo periodo hanno il piacere di aprire il concerto di Gianmarco Dottori, noto cantautore romano semifinalista del programma televisivo “The Voice”, e dei Kutso, grazie ai quali vengono a conoscenza dello studio di registrazione del frontman Matteo Gabbianelli. Decidono quindi di registrare il primo CD “Uno”, curato da Marco Mastrobuono e dallo stesso Gabbianelli. Le sessioni comprendono il periodo tra ottobre 2015 e febbraio 2016.

Della scorsa estate la partecipazione al contest Liga Rock Park, vincendo così l’apertura a Luciano Ligabue al Parco di Monza il 25 settembre 2016, davanti ad 80.000 persone. L’esperienza con il rocker di Correggio risulta per la band una tappa fondamentale per la presa di coscienza dei propri mezzi, un evento dal quale sono scaturite altre opportunità fantastiche, come essere invitati al Maker Faire di Roma.

Contatti

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Il rock animale dei Capobranco con il nuovo album Il grande zoo

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Capobranco – Il grande zoo

Dopo l’esordio del 2014 e oltre 40 concerti che li hanno portati fino alle Canarie, i padovani tornano con l’atteso secondo lavoro dal rock deciso e trascinante, sporcato da inconfondibili ritmiche funk. Sei tracce che evidenziano come i comportamenti umani, così come le relazioni e interazioni tra persone, non siano poi così diversi da quelli che si trovano nel resto del mondo animale. La civiltà in cui viviamo non è altro che un grande zoo.

Genere: rock/funk/alt rock

Label: Jetglow Recordings

Distribuzione: Jetglow Recordings

Streaming https://soundcloud.com/user-134644730/sets/il-grande-zoo

Dopo l’esordio del 2014 e oltre 40 concerti che li hanno portati fino alle Canarie, è uscito il 20 ottobre 2016 Il grande zoo, l’atteso secondo lavoro in studio dei padovani Capobranco.

Il maxi EP di 6 tracce, pubblicato da Jetglow Recordings, è stato registrato allo Studio2 di Padova e prodotto da Cristopher Bacco.

Paragonati ai Tre Allegri Ragazzi Morti poiché un trio che inizia i concerti mascherato, ai Litfiba per il timbro della voce del cantante Alex Boscaro e ai primi Negrita per le sonorità e per i testi piuttosto diretti, i Capobranco esprimono un rock deciso e trascinante, evidentemente sporcato da inconfondibili ritmiche funk.

Il grande zoo è la coerente evoluzione dell’album d’esordio. Se il filo conduttore del primo disco era infatti la sarcastica celebrazione dello spirito animale che, da dietro le quinte, contamina la personalità di ciascuno di noi, in questo lavoro il Capobranco alza la testa per osservare come i comportamenti umani, così come le relazioni e interazioni tra persone, non siano poi così diversi da quelli che si trovano nel resto del mondo animale. La civiltà in cui viviamo non è altro che un grande zoo.

I testi in italiano, generalmente ironici e sarcastici a tal punto da risultare quasi caustici, di tanto in tanto si addentrano in ambiti più intimistici oppure sardonicamente critici nei confronti di alcuni aspetti della nostra società.

Il lavoro di produzione di Bacco si è concentrato sul rendere le canzoni quanto più dirette e immediate possibile, esaltando allo stesso tempo il groove ritmico e la naturale chimica tra tre musicisti che suonano insieme da oltre un decennio (con un quarto componente formavano i The Vintage, attivi fino al 2009) e che caratterizzano e rendono indimenticabili le appassionate performance dal vivo.

Il disco è stato anticipato il 26 settembre 2016 dal video del singolo di lancio Il rock è fuori moda. Prodotto e realizzato da B-Movie Italia con la regia di Matteo Stefani, la clip porta sotto i riflettori parte della variegata fauna che abita nel grande zoo. Le mode cambiano, anche quelle musicali, e in molti scelgono di seguire le tendenze del momento. Il Capobranco invece reclama il proprio posto al sole senza snaturare la propria indole. Con una convinzione: la moda è ciclica e tornerà di moda il rock.

Il rock è fuori moda https://youtu.be/gW1BADS-vS0

Il grande zoo è disponibile in formato CD, streaming e download digitale dalle piattaforme del settore.

Line-up

Alex Boscaro (chitarra e voce – già Babyruth e Craven);

Valerio Nalini (basso e voce – già The Vintage e Club11);

Enrico Carugno (batteria – Crackhouse e Human Tanga)

Tracklist

Benvenuti nel grande zoo

Miele di vespa

Citazioni

Il rock è fuori moda

La solitudine del fonico

Ad un tratto

Past Gigs

22.10.16 @ Il Blocco Music Hall, S. Giovanni Lupatoto (VR)

18.10.16 @ La fabbrica degli artisti, Radio RCS, Cerea (VR)

8.10.16 @ Splatter, Castelnuovo del Garda (VR)*

26.08.2016 @ Ace of Spades – Fuerteventura (Spagna)

17.07.2016 @ I love BDG – Bassano del Grappa (VI)

15.07.2016 @ Festa Democratica – Abano Terme (PD)

10.07.2016 @ Spiorock Festival – Vicenza

24.06.2016 @ Show privato – Castelfranco Veneto (TV)

13.05.2016 @ Dudu Live Bar – Caprino Veronese (VR)

25.03.2016 @ Civico 8 – Piove di Sacco (PD)

12.03.2016 @ T.N’.T Cafè – San Martino B.A. (VR)

24.10.2015 @ Pompetta Young – Campodarsego (PD)

17.07.2015 @ Parco della Musica – Padova

25.04.2015 @ Seventy Bar Harley Davidson – Lonigo (VI)

02.04.2015 @ Roggia Learda – Villalta di Gazzo (PD)

13.03.2015 @ Taverna del Porto – Padova

21.02.2015 @ PNX – Padova

13.01.2015 @ Conamara – Padova

29.11.2014 @ Roadhouse – Fossalta (VE)

21.11.2014 @ 100trent’1 – Noventa Padovana (PD)

04.10.2014 @ Gazebo – Vigonovo (VE)

14.09.2014 @ Gran Teatro GEOX- Padova

03.09.2014 @ The Best – Ponte di Brenta (PD)

02.08.2014 @ Mekong ZeroNove – Padova

13.07.2014 @ Carmine Rock – Villatora (PD)

30.05.2014 @ La Mesa – Montecchio Maggiore (VI)

16.05.2014 @ 100trent’1 – Noventa Padovana (PD)

04.05.2014 @ Harley Day – Ascona (Svizzera)

27.04.2014 @ Brasserie Houblon – Stra (VE)

25.04.2014 @ Greenwich – Curtarolo (PD)

18.04.2014 @ Rock Stone – Monselice (PD)

16.03.2014 @ Grind House (Revel Night 3)- Padova

28.02.2014 @ Taverna del Porto – Padova

21.02.2014 @ PNX – Padova

29.01.2014 @ Dakota – Vigonza (PD)

Biografia

Ritmo, passione, impatto. Paragonato ai Tre Allegri Ragazzi Morti perché è un trio che inizia i concerti mascherato, ai Litfiba per il timbro della voce del cantante Alex e ai primi Negrita per le sonorità e per i testi piuttosto diretti, il Capobranco esprime un rock deciso e trascinante, evidentemente sporcato da inconfondibili ritmiche funk. I testi in italiano, generalmente ironici e sarcastici a tal punto da risultare quasi caustici, di tanto in tanto si addentrano in ambiti più intimistici oppure sardonicamente critici nei confronti di alcuni aspetti della nostra società.

Il Capobranco nasce a Padova nel 2012 ed è formato da Alex Boscaro (chitarra e voce), Valerio Nalini (basso e voce) ed Enrico Carugno (batteria).

Dopo il ben accolto omonimo esordio del 2014 per Jetglow Recordings, il 20.10 2016 esce Il grande zoo, un maxi-EP di 6 tracce, coerente evoluzione del precedente in cui il Capobranco alza la testa per osservare come i comportamenti umani, così come le relazioni e interazioni tra persone, non siano poi così diversi da quelli che si trovano nel resto del mondo animale: la civiltà in cui viviamo non è altro che un grande zoo.

Il disco è stato anticipato dal video del singolo di lancio, Il rock è fuori moda, uscito il 26 settembre 2016.

Contatti

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Tra funk, venature rock ed acid jazz: il ritorno degli A Free Mama con l’Ep “Marginality”

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La band fiorentina si ripresenta al pubblico a tre anni di distanza dal primo, omonimo lavoro in studio che li ha catapultati nella scena musicale con otto tracce registrate nello storico studio Larione 10 di Firenze. Genere musicale che affonda le proprie radici nel funk con venature rock e influenza acid jazz in grado di colpire anche la parte critica del mondo musicale facendo raggiungere ai sei ragazzi toscani ottimi successi non soltanto nel Belpaese. La band infatti ha vinto numerosi concorsi all’estero e ha all’attivo 11 date in Inghilterra grazie ad un tour che riscosso numerosi consensi e apprezzamenti.

Eccoli quindi gli A Free Mama pronti ad affrontare questa nuova sfida con un Ep di cinque tracce dal quale è stato estratto, come primo singolo/videoclip girato dalla band, la opener “Now I’m Done”.

Emanuele Bonechi (batteria), Luca Giachi (basso), Lorenzo Ruggeri (chitarra), Alessandro Gerini (voce solista), Leandro Giordani e Francesco Pantusa ai saxofoni, hanno registrato l’album tra aprile e giugno 2015, provando a raccontare i diversi stati d’animo che possono scaturire tra il tempo in cui viviamo nella intima individualità e il tempo in cui ci è richiesto di vivere.

COPERTINA

L’album, uscito il 15 ottobre, è stato presentato in una serata particolare due giorni dopo @ Combo Social Club di Firenze, in cui la band, di fronte ai suoi concittadini, ha suonato i brani più famosi alternandoli ai nuovi appena registrati. Siamo convinti che sia solo l’inizio di un anno che li vedrà assolutamente protagonisti sui palchi d’Italia e non solo.

Teresa Corrado

https://soundcloud.com/a-free-mama

https://www.facebook.com/afreemama

Split: il disco di Marco Mati e Stefano Morelli

Stefano Morelli & Marco Mati presentano SPLIT, un disco come si faceva una volta

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Uscirà il 20 Maggio 2014 per l’etichetta romana Lapidarie Incisioni SPLIT, un disco che ha due volti. Di quelli che si facevano una volta. Un cd diviso in due, lato A e lato B, come si usava ai tempi del vinile. E come si usava fare, in questo disco Lapidarie Incisioni presenta due cantautori: Marco Mati, Milanese trapiantato a Roma che ha fatto sua la lezione Motown ed è pregno di Soul, Funk, R&B e Reggae e Stefano Morelli, Napoletano trapiantato nel mondo che da anni va in giro a raccontare le storie di un viaggiatore con gli occhi e l’anima aperti. Due esordienti che hanno nel cuore e nei suoni mondi musicali differenti, ma che condividono lo sguardo oltreoceano, l’uno la parte mancante dell’altro. Tanto lirica e malinconica la scrittura di Stefano Morelli, che porta nella sua valigia di giramondo l’amaro disincanto e l’amore per il mare della sua terra, Napoli e di tutti i mari del mondo, tanto graffiante il groove funkeggiante di Marco Mati, che abbraccia la lezione di autori come Ben Harper, Eddie Vedder e Jamie Lidell tra gli altri. Entrambi alla ricerca di un linguaggio personale, che racconti le reciproche influenze in una chiave personale e in continuo movimento. SPLIT è un disco figlio di tanti incontri. Quello tra Stefano e Marco che si specchiano l’uno nell’altro, riconoscendosi nelle tante diversità, e quello tra questi due cantatori e Lapidarie incisioni; che in questo disco ha coinvolto tanti amici, musicisti, artisti del video e della grafica, chiamandoli a rendere unico e speciale l’esordio di due voci nuove del panorama musicale italiano.

GUARDA IL VIDEO DI PRESENTAZIONE DEL PROGETTO
https://www.youtube.com/watch?v=e5EWjMkkfc4

CREDITI
Lato A Marco Mati Scritto e Interpretato da Marco Mati. Arrangiato da Marco Mati. Registrato e missato presso i Monkey Studios di Roma da L.Leoni, tecnico di sala F.Lo Cascio, assistente F.Rea. Batterie: A.Accardi. Bassi: L.Piccinetti. C.Anderson su Precious. Chitarre: A.Nosenzo, M.Mati. Voce:M.Mati. Cori: I.Viola, B:Corazza, M.Mati, A.Cortini. Fiati: registrati presso Jambona Lab di A.Castiello: T.Cattaneo, B.Scardino, F.Ceccarini. Il Brano Precious è stato prodotto da C.Anderson e Lucio Leoni per Lapidarie Incisioni. Si ringrazia: Charley Anderson per il featuring nel brano Precious.

Lato B Stefano Morelli Scritto e Interpretato da Stefano morelli. Arrangiato da Stefano Morelli. Registrato e missato presso i Monkey Studios di Roma da L.Leoni, tecnico di sala F.Lo Cascio, assistente F.Rea. Batterie: C.De Fabritiis. Contrabassi: S.Napoli. Chitarre: D.Borsato.Voce: S.Morelli

Si ringrazia: Claudio “Gnut” Domestico e Dario Sansone per il featuring nel brano: Cielo senza nuvole. Prodotto da Lapidarie Incisioni.

Data di uscita: 20/05/2014
Tracce: 12 (Lato A 6, Lato B 6)
Etichetta:
Lapidarie Incisioni
Ufficio stampa: LFD Press
www.lapidarieincisioni.bigcartel.com

BIOGRAFIA
Marco Mati al secolo Marco Ianniello ha 29 anni e viene da Milano, ma le sue origini affondano le radici nelle terre etrusche e mediterranee e Marco porta con se il sole. Innamorato della vita e della musica fin da piccolo arriva oggi al suo disco d’esordio nello SPLIT prodotto da Lapidarie Incisioni al fianco di Stefano Morelli. Nel baule che lo accompagna nel suo viaggio musicale trovano spazio il soul il blues il funky il rythm&blues e il reggae; radici nere e voce potente si mescolano alle atmosfere seppia delle vecchie foto di tempi passati lasciati a riposare sulle rive di un fiume sdraiati sotto un salice piangente col cappello di paglia in testa. Marco è un mondo di specchi magici e di paradossi: il volto pulito di un ragazzo milanese e l’anima rude come la voce, nera come la pece, esattamente come i timbri e i graffi che lascia macerare nelle orecchie di chi lo ascolta quando aspettandosi di sentire cantare un qualsiasi ragazzino pop del mainstream improvvisamente si viene travolti dal black soul primordiale e viscerale, quello che spezza le catene e dichiara con rabbia la propria libertà. Stefano Morelli è di Napoli. E’ di Barcellona. E’ di Berlino. E’ di Roma. Stefano morelli è zingaro, vagabondo, viandante, orecchie aperte e sguardo lanciato oltre il confine. Oggi ha 32 anni e da 12 viaggia e incontra, soprattutto ascolta. E’ il mondo e le sue storie, e la sua voce morbida e calda ti fa venire voglia di appoggiartici sopra e ascoltarle quelle storie. Ha problemi con le luci dei bagni non trovandole mai, ha problemi con la sedentarietà non trovandola mai, gira di città in città non trovandosi mai. Cambia case, muta umore, impara lingue e linguaggi osservando l’alternarsi di soli e lune. L’unica presenza fissa nella sua vita è la parola. Girando con una valigia la trasporta migrando, scopre così le musiche che meglio la sanno vestire. Canzoni, semplici canzoni custodite, per molto tempo quasi segrete e confidate che oggi finalmente restituisce al mondo, che gliele ha donate.

“Cupid Deluxe”, il nuovo disco di Blood Orange, l’araldo della New Black Music

Blood Orange – Cupid Deluxe (Domino)

Potrebbe anche essere che i lustrini dell’errebì non siano la vostra cup of tea, ma non dareste cinquanta minuti del vostro tempo a Cupid Deluxe sapendo che il tizio in questione è l’araldo della new black music e potrebbe ambire al trono del fu Prince? Blood Orange ci ha donato uno dei dischi dell’anno 2013, compreso tra soul, funk sintetico ed old-school ed il secondo album di Dev Hynes (Coastal Grooves è del 2011) non ha certo bisogno di ulteriore retorica per convincervi di quanto sarà importante nelle sorti di questo genere.

Certo che stupisce che dopo aver militato agli inizi della sua carriera nella formazione dance-punk dei Test Icicles, l’uomo nero che si celava dietro Lightspeed Champion era sempre Dev. Chi ha memoria ‘indie’ ricorderà che l’inglese trasferitosi in America pubblicò un paio di albums per Domino Records circondato anche da bella gente del giro Bright Eyes.

All’epoca Lightspeed Champion non me lo filai di striscio poiché non mi colpì affatto; il cantautorato indie-folk del tempo aveva ben altri numeri da esibire ed io non ho mai avuto nessun ripensamento né senso di colpa per questo. Questo fa sì che (ri)scoprire oggi questo artista su un terreno musicale più distante sia ancora più interessante. E non vi sembri moralismo ma a volte (e sottolineo ‘a volte’) ambizione, volontà e duro lavoro premiano e Blood Orange lo merita.

Guardi il video di Time Will Tell e ti sembra di assistere ad una scena tratta dalle prime stagioni di Saranno Famosi. Dev non è questo gran ballerino ma la sua mancanza di vergogna nel lasciare il pianoforte per andare allo specchio e ‘muoversi’ come se fosse da solo, noncurante delle centinaia di migliaia di visualizzazioni su youtube, non può non conquistarvi. Scavalcando quella linea impercettibile tra goffaggine ed ingenuità egli ci lascia intravedere candido l’ombra lunga di un Michael Jackson in stadio larvale.

D’accordo che il music-biz a volte ci irretisce con disegni poco chiari e segnali contraddittori ma c’è anche il video di Chamakay in cui Dev va a Georgetown in Guyana per incontrare per la prima volta il nonno materno di 92 anni ed una tale spontaneità – immaginate il contesto di povertà – fa di lui un personaggio indubbiamente intrigante. E non stiamo ancora parlando di musica; Cupid Deluxe è un disco molto morbido e seducente come annunciato dai primi rintocchi esotici di Chamakay o dalle note jazzate e celestiali di Chosen. C’è anche l’hip-hop di Clipped On e di High Street che pur senza essere sperimentale si distacca dalle usuale iconografia che lo rappresenta, ma sono le sicure hit come la già citata Time Will Tell, la contagiosa You’re Not Good Enough, il funk di Uncle Ace, molto eighties con i suoi inserti di sax e dal finale shuffle ad indurre al play compulsivo.

E cosa resta di quel passato indie rock? La collaborazione di David Longstreth dei Dirty Projectors forse? la copertina ambigua come quella di una band noise nwyorkese o la cover di I Can Only Disappont U dei Mansun qui ribattezzata Always Let U Down?

Non lo so, ma soprattutto chi se ne frega: Blood Orange è l’icona pop per il 2013 o almeno io la mia l’ho sicuramente trovata.

Recensito per Freak Out Magazine a questo link: http://goo.gl/3Vyieh

http://giuliozine.wordpress.com/2014/01/13/blood-orange-ce-vita-dopo-neverland/

http://giuliozine.wordpress.com