Esce Il Gregge, nuovo videoclip dei Quarzomadera.

AlVeleno

La rock band lombarda pubblica il terzo estratto dall’ultimo disco “Apologia del calore”: un no all’omologazione di massa, spesso favorita e incoraggiata dai media, e un sì all’autodeterminazione, anche nelle scelte quotidiane personali più piccole e apparentemente meno importanti.

Genere: alternative rock, stoner rock, cantautorale

Label: Discipline

Distribuzione fisica: Master Music s.r.l. (Piacenza)

Distribuzione digitale: Believe

https://youtu.be/r7ttRG97fEY

Si intitola Il Gregge il terzo videoclip/ singolo tratto dall’ultimo album dei Quarzomadera, Apologia del calore.

Il tema trattato è una forte critica sia nei riguardi di chi cerca di imporre le proprie idee ricorrendo ai metodi della forza, dell’arroganza e dell’oppressione, manipolando inoltre le folle con falsi slogan che nulla hanno in realtà a che vedere con il bene comune, sia verso chi segue ciecamente un tale leader senza spirito critico, lasciandosi assoggettare passivamente e non accorgendosi così degli inganni, delle false promesse e delle truffe che egli nasconde.

E’ un brano, quello del duo composto da Davide Sar (voce, chitarra, bass & keyboards programming) e Tony Centorrino (batteria, percussioni), che esorta quindi a non farsi condizionare da troppi fattori esterni precostituiti dai quali ci ritroviamo talvolta accerchiati, ma piuttosto a seguire percorsi propri dettati dalla cultura, dall’approfondimento e dalla capacità di giudizio maturata attraverso le proprie esperienze: un no all’omologazione di massa, spesso favorita e incoraggiata dai media, e un sì all’autodeterminazione, anche nelle scelte quotidiane personali più piccole e apparentemente meno importanti.

Il nuovo videoclip si avvale della regia, della direzione della fotografia e del montaggio finale di Davide Flores (Gelsopan Studio), poliedrico artista di Monza (ora residente a Bari) che miscela scene girate in varie location, tra le quali una cupa zona aziendale dell’hinterland milanese, il suggestivo Carnevale di Putignano (BA), il tratto ferroviario Monza- Milano, una stazione del metrò di Milano e alcuni interni girati nel proprio studio.

Aggiornamenti sulle date dal vivo, info principali, notizie e molto altro ancora sul sito ufficiale della band

www.quarzomadera.it

Credits

Soggetto, regia, riprese, direzione della fotografia e montaggio: Davide Flores (Gelsopan Studio)

Riprese in esterni con Davide e Tony: Alberto Alessi (Looksound Multimedia)

Locations: quartiere aziendale di Cinisello Balsamo (MI), Carnevale di Putignano (BA), tratto ferroviario Monza – Milano, Metropolitana di Milano, Gelsopan Studio (Bari)

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Frank Lavorino 339 6038451

La sindrome di Kessler: la cruda realtà quotidiana nel nuovo video La prossima infezione

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Ad un anno dall’esordio la band romana si prepara all’uscita del secondo disco, anticipato dalla promozione del nuovo singolo-videoclip: uno spaccato crudo e diretto della macabra realtà che ci circonda.

Genere: indie rock / grunge / alternative rock / garage

Etichetta: Autoproduzione

Dopo l’anteprima esclusiva su Shiver Webzine, esce ufficialmente La prossima infezione, il nuovo video de La sindrome di Kessler.

La tematica affrontata nel video riguarda il rapporto umanità/disumanità, un gioco di specchi che serve a ricordarci come siamo e con chi abbiamo a che fare: noi stessi e i nostri simili, i contorti meccanismi sociali, gli input/obblighi offerti/imposti dalla modernità, la schiavitù tecnologica, spesso autoinflitta, orrori e meraviglie e tutto quanto possa far cadere in un vortice di disorientamento e annichilimento. Recinzioni e barriere da cui dobbiamo liberarci per ritrovare una più equilibrata dimensione umana, di cui, lentamente, pare ci stiamo dimenticando.

Così recita la canzone nel suo incipit: “Ed ora che hai scoperto che è tutta una finzione, ammirerai la posa di un’altra recinzione?”

Interpretato da Mark Zao – protagonista estremo e distorto che incarna la “folle voracità” del presente facendosi simbolo del rutilante mondo in cui viviamo – questo videoclip, crudo e diretto come solo la realtà sa essere, consolida ormai la collaborazione e l’amicizia con il regista Idio, siglando il terzo lavoro consecutivo con la band dal 2015.

La sindrome di Kessler è tornata dal vivo a Roma il 14 gennaio in una data split con la band capitolina La salamandra presso il locale Defrag.

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Band:

Antonio Buomprisco: Voce-chitarra

Canio Giordano: Chitarra-voce

Sancio: Basso

Luca Mucciolo: Batteria

Credits

Regia, fotografia, montaggio: Idio

Sceneggiatura: Idio e Lsdk

Protagonista: Mark Zao

Contatti:

Mail: lsdkessler@gmail.com

Fb: La sindrome di kessler

YouTube: La sindrome di Kessler

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Freddy Hend: il debutto Reincarnaction tra classic e alternative rock

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Rock di classe nell’esordio discografico del giovane artista sardo: undici brani inediti scritti in partnership con Anne Morrighan, pervasi dalla filosofia che vuole gli esseri di questa terra uniti dall’amore reciproco, la compassione, il rispetto per la vita di tutti, siano essi umani o animali.

Genere: alternative rock / folk / progressive

Label: EnZone Records

Distribuzione digitale: Audioglobe/The Orchard

Streaming https://freddyhend.bandcamp.com/album/reincarnaction

EnZoneRecords presenta l’esordio discografico di Freddy Hend, Reincarnaction, disponibile negli store digitali e durante i concerti dell’artista.

La nuova produzione discografica della label punta sul rock di classe del giovane artista sardo la cui opera (prodotta da Giuseppe Barbera e da lui stesso, edizioni Fridge e distribuita da Audioglobe/The Orchard) si compone di undici brani inediti scritti a quattro mani con Anne Morrighan (che canta assieme a Freddy nel disco ed è parte fondamentale del progetto). L’album si completa con la rivisitazione di Woman in Chains, classico dei Tears for Fears.

Reincarnaction dunque è l’idea della vita degli autori, un disco molto personale pervaso dalla filosofia che vuole gli esseri di questa terra uniti dall’amore reciproco, la compassione, il rispetto per la vita di tutti, siano essi umani o animali.

Questo senso di uguaglianza tra uomini e tra generi diversi è il fondamento per un’esistenza che disprezza ogni genere di violenza e sopraffazione ed agogna la felicità su questa terra attraverso l’amore, ma anche il dolore, la depressione e la sofferenza.

I suoni dolci del flauto e della chitarra acustica, che ben si alternano a distorsioni pesanti e a frequenti cambi di tempo, cercano assieme ai testi di estrinsecare tutto ciò con atmosfere che vanno dal rock, al folk americano passando per il progressive classico.

Il disco è stato registrato, mixato e postprodotto da Giuseppe Barbera presso Eye&Ear studio di Fiumedinisi, in Sicilia. Disponibile in distribuzione fisica, digital download e su tutte le piattaforme streaming, è stato anticipato dal video del singolo All That Remains:

https://www.youtube.com/watch?v=ag_s1q6SsUU

Tracklist

All That Remains

Always In You

Fallin’ Stars

I Know You

Incarnation

Lonely Flower

Need

My Heart Is Bleeding

Soul Free

Woman In Chains

You’ll Hate Me Out Of Love

Sunday Cryin’

Bio

Freddy Hend e Anne Morrighan si incontrano nel 2011 e da allora la comune passione per la musica li ha portati ad unire i loro talenti componendo canzoni che per loro hanno un significato profondo. Dopo aver inviato i loro demo sono stati contattati dalla EnZone Records di Giuseppe Barbera che fin da subito si è mostrato molto interessato al loro progetto. Sin dai primi contatti hanno capito che c’erano tutti i presupposti per lavorare insieme e produrre un bel disco. Ad agosto 2015 sono andati in Sicilia per registrare il loro primo album, ReincarnAction.

Contatti

https://www.facebook.com/FreddyHendOfficial

http://www.enzonerecords.com

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Gli Aeguana Way e i loro “Cattivi Maestri”

aeguana way

L’alternative-rock band lucana, che vanta collaborazioni con Marta Sui Tubi, Management Del Dolore Post-Operatorio e ha calcato palchi prestigiosi come quello del Concertone del Primo maggio a Roma, pubblica la sua terza fatica discografica, l’atteso Cattivi Maestri, anticipato dall’omonimo singolo.

Genere: alternative-rock – Label: Warning Records

Soundcloud Official: soundcloud.com/aeguanaway

ReverbNation: www.reverbnation.com/aeguanaway

YouTube:https://www.youtube.com/playlist?list=PLB5Wk02BEHqPwAL059xQTVvrf5-ac4ejN
Spotify:https://play.spotify.com/album/3IDl4rzfZtkmMJMR92cznE

A tre anni di distanza dal loro Mediazione, i lucani Aeguana Way tornano con un nuovo album dal titolo Cattivi Maestri che uscirà per Warning Records il 10 Novembre 2014 con distribuzione digitale nei maggiori e-stores (Spotify, Deezer, iTunes, Amazon e molti altri). Nove tracce che raccontano una società che fluttua nel caos, dove si vive un po’ sospesi tra realtà e mondo digitale. Cattivi Maestri è anche il titolo del primo singolo e brano “rompighiaccio” dell’omonimo full-length, che regala una visione nitida di generazioni cresciute secondo l’apparenza e la castrazione dei propri sogni. A proposito del singolo, la band dichiara: “Per cattivi maestri si intendono i consigli sbagliati, o meglio, i cliché di ciò che è considerato un percorso ideale. Ogni epoca è stata dominata da azioni e percorsi umani su binari prestabiliti, lasciando poco spazio alla naturale attitudine dell’individuo, il quale potenzialmente avrebbe potuto eccellere in un percorso non convenzionale”. Un invito quindi, come ripetuto più volte nel brano, a “guardare il mare”, ivi inteso come metafora di uno sguardo più ampio, sinonimo di libertà e infinite possibilità, simbolo in cui specchiarsi per ritrovare se stessi ed agire secondo le proprie attitudini. Un disco intenso dal forte impatto sonoro che invita a cercare la propria identità sociale come forma di libertà. Un lavoro composto secondo la migliore tradizione rock anni ’90, a cui la band ha sempre strizzato l’occhio, dove non mancano però influenze elettroniche. Un sound aggressivo ma al contempo melodico.

L’album si avvale di tre collaborazioni importanti: quella di Paolo Pischedda (Marta Sui Tubi) che ha arricchito con il pianoforte due brani, Ibrida e La Fiaba di Natale; in quest’ultimo compare anche il violoncello di Francesco Parente, eccellenza della musica classica (orchestra RAI, Cocciante, Al Bano) mentre Marco di Nardo (Management Del Dolore Post-Operatorio) è al sintetizzatore in Caronte. L’album è stato registrato tra Milano e Ferrara, con la produzione esecutiva del loro storico fonico Donato Pepe (sound engineer SAE) mentre la produzione artistica è stata affidata a Manuele Fusaroli (già produttore per Le Luci Della Centrale Elettrica, Management Del Dolore Post-Operatorio, Tre Allegri Ragazzi Morti” etc.).

GUARDA AEGUANA WAY LIVE PRIMO MAGGIO 2013

Tracklist “Cattivi Maestri”

1. Cattivi Maestri

2. Tempesta Perfetta

3. Ibrida

4. Kamal

5. Caronte

6. Resistenze Virtuali

7. La Fiaba di Natale

8. Idrofili

9. Lacrimogeni

Gli Aeguana Way sono alla terza fatica discografica, arrivata dopo quasi dieci anni d’intensa attività che li ha visti calcare palchi importanti come quello del Concertone del Primo maggio a Roma (ediz. 2013) e protagonisti di numerosi opening-acts per: Piero Pelù, Subsonica, Planet Funk, Marlene Kuntz, Il Teatro Degli Orrori, Tre Allegri Ragazzi Morti, Le Luci Della Centrale Elettrica, LN Ripley e Sud Sound System.

GUARDA LIVE CON SUBSONICA @ Sant’Arsenio (SA), Voci dal Sud + Subsonica

Gli Aeguana Way sono:

Antonio Salviulo – voce, chitarra, synth; Claudio Lopardo – basso ; Raffaele Pepe – chitarra; Donato Marchisiello – chitarra e synth; Daniele Di Ceglie – batteria

Gli Aeguana Way nascono nel 2005 a Brienza (PZ). Nei primi due anni di attività incidono due EP auto-prodotti dal titolo Fase Criminale (2005) e Vuoto e Niente (2006). Nel 2009 realizzano il loro primo disco ufficiale Cambio Pelle per l’etichetta Quickflow, con la produzione artistica ed esecutiva di Giampiero Ferrante della Real Tone Music Lab di Napoli. Due anni più tardi è la volta del loro secondo disco ufficiale Mediazione che registra, in poco meno di un anno, circa 4000 download. Nel dicembre 2012 vincono il contest nazionale indetto da Saila (Saila Vibes music contest) con il videoclip del singolo Essere Umano che li vede protagonisti in un mini-tour accanto agli LnRipley nelle date di Salerno, Roma e Milano. A marzo 2013 partecipano ed entrano nella rosa dei finalisti del contest nazionale “1M Festival – concerto del 1° Maggio” vincendo le selezioni su circa settecento band provenienti da tutta la penisola. Si esibiscono quindi sul prestigioso palco del Concertone del Primo maggio ’13 a Roma. Lo stesso anno vengono invitati al MEI di Faenza in apertura ai concerti di Omar Pedrini e Fabrizio Moro. Nove anni di attività instancabile, numerose esperienze live che annoverano, tra l’altro, importanti opening-act per: Piero Pelù, Subsonica, Planet Funk, Marlene Kuntz, Il Teatro degli Orrori, Tre Allegri Ragazzi Morti, Le Luci Della Centrale Elettrica, LN Ripley e Sud Sound System. A cavallo tra il 2013 e il 2014 viene inciso il loro terzo album ufficiale Cattivi Maestri. Le riprese studio vengono effettuate tra Milano e Ferrara; la produzione artistica viene affidata a Manuele Fusaroli (già produttore per Bugo, Nada, Le Luci Della Centrale Elettrica, Giorgio Canali, Tre Allegri Ragazzi Morti, Zen Circus, Management Del Dolore Post-Operatorio etc.) in collaborazione con lo storico fonico della band Donato “Pata” Pepe, inoltre, partecipano come ospiti Paolo Pischedda (Marta Sui Tubi) e Marco Di Nardo (Management Del Dolore Post-Operatorio).

Rassegna Stampa

RECENSIONI “CAMBIO PELLE” (2009):

RECENSIONI “MEDIAZIONE” (2011)

  • Si presenta come un album ben inserito in quella scia di Rock underground, un po’ indie, un po’ noise, con influenze d’oltreoceano ma anche, e forse più, nostrane. Tuttavia la presenza di una buona dose di elettronica, non eccessiva né troppo relegata ad un ruolo di “sfondo”, li rende maggiormente riconoscibili in quel marasma di gruppi-fotocopia.” – Extra Musichttp://www.xtm.it/DettaglioEmergenti.aspx?ID=12303#sthash.pw8TUHmk.VPbe1qPp.dpbs

  • Le canzoni anche se non tecnicamente virtuose, parlano al cuore aiutate dalla bella timbrica del cantante. Quella venatura elettronica completa un album maturo e bello da ascoltare.” – Undergroundzinehttp://undergroundzinewebzine.weebly.com/rock/aeguana-way-mediazione

Foto Aeguana Way

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https://db.tt/VPwUobVQ

https://db.tt/NdSsVY19

Contatti Band

facebook.com/aeguanaway

aeguanaway.wordpress.com

twitter.com/AEGUANAway

STORICO CONCERTI:

31 Maggio 2014 @ “Meeting del Mare Festival” (SA)
+ Le Luci della Centrale Elettrica

28 Settembre 2013 @ MEI – Teatro Masini – Faenza (RA)

11 Agosto 2013 @ Le Notti dell’Aspide Festival – Rocca D’Aspide (SA) + 3 Allegri Ragazzi Morti

06 Agosto 2013 @ Montesano Terme (SA)

05 Agosto 2013 @ Spinoso (PZ)

03 Agosto 2013 @ Pollino Music Festival (PZ) + Management Del Dolore Post Operatorio + 3 Allegri Ragazzi Morti

08 Giugno 2013 @ Villa d’Agri (PZ) – Braceria

24 Maggio 2013 @ Polla (SA) – Centro sociale

10 Maggio 2013 @ Brienza (PZ) – Piazza Marconi

09 Aprile 2013 @ Officine Cantelmo – Lecce, Semifinale 1 Maggio Festival

30 Marzo 2013 @ Cecilia – Tito (PZ) Finale Arezzo Wave – Basilicata

16 Marzo 2013 @ Cecilia – Tito (PZ) selez. Arezzo Wave – Basilicata

26 Dicembre 2012 @ Cecilia – Tito (PZ)

15 Dicembre 2012 @ Festival TeatroTenda – Brienza (PZ)

06 Dicembre 2012 @ Contestaccio – ROMA

22 Settembre 2012 @ P.zza S.Rocco – Brienza (PZ)

24 Agosto 2012 @ Castello Caracciolo – Brienza (PZ)

11 Agosto 2012 @ P.zza A. Costa – Irsina (MT)

9 Agosto 2012 live @ Campo Sportivo – Spinoso (PZ)

05-08-2012 live @ “Pollino Festival” – S.Severino (PZ) https://www.youtube.com/watch?v=zvNNfl6N3g0

23 Giugno 2012 live @ “SmellFilm Festival” – S.Pietro al Tanagro (SA)

2 Giugno 2012 live @ “Meeting del Mare” – Camerota (SA)
+ Il Teatro Degli Orrori

20-04-2012 live @ Cecilia, (PZ) Italia Wave https://www.youtube.com/watch?v=Ql0QTpBTK5k

31 Marzo 2012 live @ Cecilia, Tito Scalo (PZ)

06 Marzo 2012 live @ B-Side, Rende (CS)

09 dicembre 2011 live @ Bitte Club, Milano (MI)

08 dicembre 2011 live @ RisingLove, Roma (RM)

07 dicembre 2011 live @ Campus Universitario, Salerno (SA)

07 ottobre 2011 live @ Internet Rock Cafè, Canosa di Puglia (BAT)

22 settembre 2011 live @ Caffè Letterario, Potenza (PZ)

27 agosto 2011 live @ Luna Bar, Agropoli (SA)

20 agosto 2011 live @ Scanzano Jonico (MT) – Palazzo Baronale

18 agosto 2011 ospiti @ Camastra Sound Festival, Picerno (PZ)

13 agosto 2011 live @ “God Save The Rock” (Festival), Buccino (SA)

04 agosto 2011 live @ Piazza Aviglianesi Nel Mondo, Avigliano (PZ)

03 agosto 2011 live @ Brienza (PZ)

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A Modern Way To Die: l’esordio electro-wave con il full lenght Pulse And Treatment


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Dopo quattro anni di esibizioni nei locali e attività dal vivo, gli A Modern Way To Die debuttano con l’album “Pulse And Treatment, contenente i nuovi lavori della band catanese.

L’album, dal sound electro-rock, presenta brani particolari, orecchiabili ma di forte impatto al tempo stesso, che mescolano bene le influenze musicali dei componenti del gruppo, ciascuno dei quali con una sua personale idea di musica: il risultato è un disco che spazia dall’electro rock e shoegaze, fino all’indie e alla new wave, presentando in sè le particolarità di questi generi; in questo modo le traccie risultano tra loro molto varie e distinguibili, ognuna con una sua personalità e forza.

Nel complesso è, appunto, un album molto potente, facile da ascoltare ma, nel medesimo istante, mai banale, capace quindi di catturare l’attenzione attraverso un sound pieno e corposo, a cominciare dalla voce del frontman, Patrick Guerrera per arrivare alle distorsioni delle chitarre di Cris Battiato e Saint T Tromba, abillissimi nel creare atmosfere oniriche e fumose, tipicamente in stile alternative/shoegaze.

Le due chitarre hanno una parte fondamentale in tutti i pezzi, anche per via del genere scelto dalla band; costruiscono intro e outro dialogando tra di loro e creando trame di suoni (“Misantrophy”) e fanno da sfondo alla voce, usata anche essa come uno strumento.

Il gruppo non è però soltanto capace di pezzi potenti e graffianti (come “FlowoShe Walks”, quest’ultimo anche singolo apripista del disco corredato dal videoclip ufficiale disponibile su YouTube) ma conserva anche un lato melodico e pop, un lato più tranquillo ed introspettivo che risalta anche nei testi e nei titoli delle canzoni, come, per esempio “Feel Into The Voido “My Own Friend”.

Il risultato dell’incontro delle diverse influenze musicali dei membri della band (dai Sonic Youth e My Bloody Valentine passando per gli Smiths) ha dunque prodotto un album di classe, versatile e valido, capace di attirare l’attenzione non solo degli amanti del genere, ma anche degli ascoltatori di indie e classic rock.

By Elena Rizzi

 https://soundcloud.com/pulse-and-t

 https://www.facebook.com/pages/a-modernway-to-die/330188269085

Personalità e qualità: ecco l’hardcore/nu metal dei pesaresi Selica

La copertina dell'omonimo ep dei Selica

A cura di Alice Bevilacqua

I Selica sono il tipo di band che ti fa pensare “finalmente”, non appena si finisce di ascoltare il loro primo EP.

Finalmente”, perché per quanto si pensi di aver capito in che genere catalogarli fin dalle prime note – qualcosa di vicino all’hardcore/nu metal che molte, moltissime band propongono senza grandi variazioni le une dalle altre negli ultimi anni –, questa band pesarese attiva dal 2010 riesce a condensare nei tre brani che compongono l’unico lavoro finora ultimato una miriade di suggestioni diverse che senza dubbio rimangono impresse, e che finalmente dicono qualcosa di personale e caratterizzante su chi le ha composte.

Non ci si trova davanti a solite tiritere di parti veloci, qualche breakdown qua e là, e le usuali parti ritmiche a livellare il tutto, rendendo la musica di facile assimilazione, ma anche successiva digestione e rigetto altrettanto veloce; i Selica riescono a spingerti ad ascoltare i brani ancora e ancora, cercando di cogliere ogni volta qualcosa di nuovo, ed in effetti si scopre come i brani siano decisamente interessanti e ben costruiti, piuttosto lontani dagli stereotipi del genere, o che perlomeno cercano di esserlo – il che è sempre un gran bene.

L’EP si apre con ‘Your number is zero‘, il cui intro elettronico e deciso riesce a catturare l’attenzione dell’ascoltatore e, arricchendosi man mano di nuovi suoni, a condurlo all’interno del brano, che dopo un iniziale segmento più veloce che in effetti ci si aspetta di incontrare, con ritmo e melodia piuttosto convenzionali, si placa momentaneamente, per aprirsi poi in un minuto e mezzo di forza e potenza venate da malinconia, senza tuttavia perdere il forte impatto del pezzo, ottenuto con la ritmica che rallenta maestosa e la voce che riesce ad emergere dal resto, passando dal pulito ad una tonalità più roca, e siamo obbligati ad ascoltare con maggiore attenzione. La carica emotiva ottenuta però non si disperde affatto con il proseguire del brano, venendo invece prolungata con efficacia fino alla fine, e ci si stupisce nel vedere quanto lontano si è spinto il brano rispetto alle premesse iniziali.

I pesaresi Selica

La seconda traccia, ‘Downside‘, ha di nuovo un attacco elettronico, ma non si fa in tempo a dare un giudizio definitivo che arrivano le melodie di chitarre a scombinare il tutto, alcune più distorte, altre che invece delineano con chiarezza il riffing, accompagnate dalle percussioni che rivelano la natura quasi di ‘ballata’ del brano, più lento e melodico di quello che lo precede, lontano dalla velocità e violenza dell’hardcore, se non per qualche frammento più calcato qua e là, perfetto per non far dimenticare le vere radici della band. La canzone risulta un piacevole ‘stacco’ nell’EP, ancora più piacevole perché fortunatamente non ne viene sottolineata la matrice più drammatica e melodica, ma risulta un composto abbastanza omogeneo che non annoia e anzi si distingue da moltissime tracce che potrebbero esserle accostate, per stile e genere.

Sins‘ conclude questo lavoro, e si tratta di una degna conclusione: a mio avviso, il brano che più merita di essere considerato non solo perché pare quasi fondere gli aspetti caratterizzanti di ‘Your number is zero‘ e ‘Downside‘, e cioè l’impatto e la melodia, ma anche perché offre esempi ulteriori di ciò di cui la band è capace, e alla fine del brano lo si vuole riascoltare, tanti sono i momenti interessanti che ha da offrire. L’inizio è scandito da chitarre corpose che danno spessore e pesantezza al resto, sia nei momenti più veloci che in quelli più calmi, duranti i quali si può sentire un accenno di assolo quasi limido e aggraziato, ma inaspettatamente si è gettati in una sequenza di batteria che domina la scena con forza, dando al brano una marcia in più. Come se non bastasse, il tutto si conclude con una pesantissima parte di chitarre riverberate, elementi elettronici cupi e voce possente, senza contare la ritmica di nuovo incalzante che passa difficilmente inosservata.

Unico elemento non sempre convincente è talvolta la voce in pulito, non sempre efficace nel delineare o sostenere le trame dei diversi brani, mentre invece guadagna decisamente forza quando è più rabbiosa e urlata, sposandosi bene con ciò che la circonda.

 I Selica dimostrano di possedere le basi per cose ben più grandi, e sebbene la qualità conti più della quantità, c’è da sperare che presto giungano al nostro orecchio altre novità, anche perché tre brani non sono sufficienti a dispiegare tutte le capacità che la band sembra possedere, e che la produzione targata ‘Selica‘ non si esaurisca con questo seppur validissimo lavoro.

https://www.facebook.com/selica.band

http://selica.bandcamp.com/

“Shame On Call Me Platypus”, l’ep d’esordio dei modenesi Call Me Platypus

La copertina del primo ep dei modenesi Call Me Platypus

A cura di Manuel Maniaci

Se volessimo fare con i Call me Platypus il gioco del “somigliano a tale gruppo”, “ricordano quest’altro”, la lista sarebbe davvero lunga… In egual modo, sarebbe davvero estenuante elencare tutti i generi musicali che la band modenese affronta nel suo ultimo lavoro “Shame on call me platypus”. Ne verrebbe fuori che somigliano a così tante cose da non essere uguali a nessun altro e, alla fatidica domanda “ma che genere fanno?”, la risposta sarebbe un deciso e rassicurante “boh!”. 

D’altro canto, sperimentare mescolando assieme così tanti generi musicali è un rischio, perché si può cadere facilmente nel banale, nell’ inconcludenza, nella bruttezza semplice e pura, in una frammentarietà esagerata che può disturbare l’ascolto. È però un rischio che i Call me Platypus non hanno paura di affrontare e fanno bene, perché il risultato è decisamente positivo.

Ne viene fuori un lavoro tutt’altro che noioso, che va decisamente oltre la classica struttura verse-chorus-verse, a tratti dalle sonorità forti, a volte melodiche fino ad assumere le forme di ritmiche dal sentore addirittura ballabile. All’interno dell’Ep spicca “Indians, il brano migliore dal punto di vista musicale e lirico, ma nel complesso tutte e cinque le tracce riescono a tenere un livello discretamente alto.

Shame on call me platypus” è, insomma, un Ep fatto per non essere mai scontato, né nello scorrere dei vari brani né nella struttura interna di ciascuno di essi, e i Call me Platypus dimostrano di essere amorfi e difficilmente classificabili, proprio come la creatura da cui prendono il nome.

https://soundcloud.com/callmeplatypus/sets/shame-on-call-me-platypus

http://callmeplatypus.bandcamp.com/

http://www.youtube.com/user/MePlatypus?feature=watch

https://www.facebook.com/pages/Call-me-platypus/164178143603577