Capobranco: Miele di Vespa è il nuovo video!

Secondo singolo per il trio padovano dall’inconfondibile impronta funk rock, estratto dall’album Il grande zoo, acclamato dalla critica per il groove incisivo e il pungente sarcasmo dei testi.

Genere: funk rock

Label: Jetglow Recordings

A pochi mesi dall’uscita dell’EP Il grande zoo, il Capobranco – trio padovano dall’inconfondibile impronta funk rock – lancia il video di Miele di Vespa, secondo singolo che succede a Il rock è fuori moda, estratto dall’album prodotto da Cristopher Bacco e pubblicato da Jetglow Recordings, acclamato dalla critica per il groove incisivo e il pungente sarcasmo dei testi.

Miele di vespa è una canzone un po’ atipica per noi, sotto molti punti di vista.” – afferma la band – “Nei nostri pezzi di solito prendiamo un aspetto della nostra società e lo analizziamo in modo scanzonato e sarcastico, cercando di far riflettere strappando un sorriso. Miele di vespa invece è una storia intima, personale: la storia di una disillusione. Non racconta necessariamente una vicenda d’amore, ma l’intensità e la purezza di un passato sentimento molto forte traspaiono proprio dall’amarezza delle parole con cui ci si rivolge adesso a qualcuno che in modo altrettanto forte ha deluso. E’ la disperata richiesta di sincerità a una persona la cui ipocrisia è stata ormai smascherata.

Allo stesso modo anche il sound della canzone rappresenta un’eccezione rispetto alla maggior parte dei brani del trio, caratterizzati da ritmiche tipiche del funk e basati sul consolidato groove tra basso e batteria. Miele di vespa è un rock più classico, con una ritmica più lineare e un ritornello cantato a pieni polmoni. “E’ difficile citare un gruppo di riferimento, proprio perché si tratta di una formula piuttosto tradizionale, ma nelle aperture di chitarra qualcuno ci ha sentito addirittura delle venature grunge e forse non ha tutti i torti.”

Il video è stato girato in sessioni separate: le riprese in cui la band suona dal vivo sono state effettuate al Laboratorio Culturale I’m di Abano Terme (PD), dove peraltro hanno fatto un concerto la settimana successiva. Le scene di Katia, la bravissima protagonista, sono invece state realizzate a Padova, per le strade della città e in un locale del centro storico. “Per inciso, quando sono state girate queste scene, in cui facciamo anche noi una piccola apparizione, il locale era aperto. Vi lasciamo immaginare le reazioni della gente, che si fermava per strada a guardare le riprese dalla vetrina. Ci auto-citiamo per descrivere come ci siamo sentiti: animali in un grande zoo!

Il Capobranco è al momento ancora impegnato ne Il grande zoo tour, che andrà avanti almeno per tutta l’estate. Il ritorno in studio per la lavorazione del terzo disco è previsto in autunno.

CREDITI

Prodotto e realizzato da Bmovie Italia

Con Katia Riparelli

Direttore della fotografia: Daniele Serio

Montaggio e Color Correction: Alice Lorenzon
Operatore: Mauro Corti

Scenografia: Sergio Bertin

Coordinatrice di Produzione: Alice Laverda
Trucco e Costumi: Anna Dalla Bona

Scritto da Matilde Composta da un’idea dei Capobranco
Un ringraziamento speciale a: Hendrix Bar (Padova) e Associazione Khorakhanè

Riprese effettuate presso:

Laboratorio Culturale I’m, Abano Terme

Hendrix Bar, Padova

Parco Europa, Padova

Contatti

www.facebook.com/iCapobranco

www.facebook.com/BlobAgency

antipop.project@gmail.com

Tra funk, venature rock ed acid jazz: il ritorno degli A Free Mama con l’Ep “Marginality”

A Free Mama5

La band fiorentina si ripresenta al pubblico a tre anni di distanza dal primo, omonimo lavoro in studio che li ha catapultati nella scena musicale con otto tracce registrate nello storico studio Larione 10 di Firenze. Genere musicale che affonda le proprie radici nel funk con venature rock e influenza acid jazz in grado di colpire anche la parte critica del mondo musicale facendo raggiungere ai sei ragazzi toscani ottimi successi non soltanto nel Belpaese. La band infatti ha vinto numerosi concorsi all’estero e ha all’attivo 11 date in Inghilterra grazie ad un tour che riscosso numerosi consensi e apprezzamenti.

Eccoli quindi gli A Free Mama pronti ad affrontare questa nuova sfida con un Ep di cinque tracce dal quale è stato estratto, come primo singolo/videoclip girato dalla band, la opener “Now I’m Done”.

Emanuele Bonechi (batteria), Luca Giachi (basso), Lorenzo Ruggeri (chitarra), Alessandro Gerini (voce solista), Leandro Giordani e Francesco Pantusa ai saxofoni, hanno registrato l’album tra aprile e giugno 2015, provando a raccontare i diversi stati d’animo che possono scaturire tra il tempo in cui viviamo nella intima individualità e il tempo in cui ci è richiesto di vivere.

COPERTINA

L’album, uscito il 15 ottobre, è stato presentato in una serata particolare due giorni dopo @ Combo Social Club di Firenze, in cui la band, di fronte ai suoi concittadini, ha suonato i brani più famosi alternandoli ai nuovi appena registrati. Siamo convinti che sia solo l’inizio di un anno che li vedrà assolutamente protagonisti sui palchi d’Italia e non solo.

Teresa Corrado

https://soundcloud.com/a-free-mama

https://www.facebook.com/afreemama

Split: il disco di Marco Mati e Stefano Morelli

Stefano Morelli & Marco Mati presentano SPLIT, un disco come si faceva una volta

Split

Uscirà il 20 Maggio 2014 per l’etichetta romana Lapidarie Incisioni SPLIT, un disco che ha due volti. Di quelli che si facevano una volta. Un cd diviso in due, lato A e lato B, come si usava ai tempi del vinile. E come si usava fare, in questo disco Lapidarie Incisioni presenta due cantautori: Marco Mati, Milanese trapiantato a Roma che ha fatto sua la lezione Motown ed è pregno di Soul, Funk, R&B e Reggae e Stefano Morelli, Napoletano trapiantato nel mondo che da anni va in giro a raccontare le storie di un viaggiatore con gli occhi e l’anima aperti. Due esordienti che hanno nel cuore e nei suoni mondi musicali differenti, ma che condividono lo sguardo oltreoceano, l’uno la parte mancante dell’altro. Tanto lirica e malinconica la scrittura di Stefano Morelli, che porta nella sua valigia di giramondo l’amaro disincanto e l’amore per il mare della sua terra, Napoli e di tutti i mari del mondo, tanto graffiante il groove funkeggiante di Marco Mati, che abbraccia la lezione di autori come Ben Harper, Eddie Vedder e Jamie Lidell tra gli altri. Entrambi alla ricerca di un linguaggio personale, che racconti le reciproche influenze in una chiave personale e in continuo movimento. SPLIT è un disco figlio di tanti incontri. Quello tra Stefano e Marco che si specchiano l’uno nell’altro, riconoscendosi nelle tante diversità, e quello tra questi due cantatori e Lapidarie incisioni; che in questo disco ha coinvolto tanti amici, musicisti, artisti del video e della grafica, chiamandoli a rendere unico e speciale l’esordio di due voci nuove del panorama musicale italiano.

GUARDA IL VIDEO DI PRESENTAZIONE DEL PROGETTO
https://www.youtube.com/watch?v=e5EWjMkkfc4

CREDITI
Lato A Marco Mati Scritto e Interpretato da Marco Mati. Arrangiato da Marco Mati. Registrato e missato presso i Monkey Studios di Roma da L.Leoni, tecnico di sala F.Lo Cascio, assistente F.Rea. Batterie: A.Accardi. Bassi: L.Piccinetti. C.Anderson su Precious. Chitarre: A.Nosenzo, M.Mati. Voce:M.Mati. Cori: I.Viola, B:Corazza, M.Mati, A.Cortini. Fiati: registrati presso Jambona Lab di A.Castiello: T.Cattaneo, B.Scardino, F.Ceccarini. Il Brano Precious è stato prodotto da C.Anderson e Lucio Leoni per Lapidarie Incisioni. Si ringrazia: Charley Anderson per il featuring nel brano Precious.

Lato B Stefano Morelli Scritto e Interpretato da Stefano morelli. Arrangiato da Stefano Morelli. Registrato e missato presso i Monkey Studios di Roma da L.Leoni, tecnico di sala F.Lo Cascio, assistente F.Rea. Batterie: C.De Fabritiis. Contrabassi: S.Napoli. Chitarre: D.Borsato.Voce: S.Morelli

Si ringrazia: Claudio “Gnut” Domestico e Dario Sansone per il featuring nel brano: Cielo senza nuvole. Prodotto da Lapidarie Incisioni.

Data di uscita: 20/05/2014
Tracce: 12 (Lato A 6, Lato B 6)
Etichetta:
Lapidarie Incisioni
Ufficio stampa: LFD Press
www.lapidarieincisioni.bigcartel.com

BIOGRAFIA
Marco Mati al secolo Marco Ianniello ha 29 anni e viene da Milano, ma le sue origini affondano le radici nelle terre etrusche e mediterranee e Marco porta con se il sole. Innamorato della vita e della musica fin da piccolo arriva oggi al suo disco d’esordio nello SPLIT prodotto da Lapidarie Incisioni al fianco di Stefano Morelli. Nel baule che lo accompagna nel suo viaggio musicale trovano spazio il soul il blues il funky il rythm&blues e il reggae; radici nere e voce potente si mescolano alle atmosfere seppia delle vecchie foto di tempi passati lasciati a riposare sulle rive di un fiume sdraiati sotto un salice piangente col cappello di paglia in testa. Marco è un mondo di specchi magici e di paradossi: il volto pulito di un ragazzo milanese e l’anima rude come la voce, nera come la pece, esattamente come i timbri e i graffi che lascia macerare nelle orecchie di chi lo ascolta quando aspettandosi di sentire cantare un qualsiasi ragazzino pop del mainstream improvvisamente si viene travolti dal black soul primordiale e viscerale, quello che spezza le catene e dichiara con rabbia la propria libertà. Stefano Morelli è di Napoli. E’ di Barcellona. E’ di Berlino. E’ di Roma. Stefano morelli è zingaro, vagabondo, viandante, orecchie aperte e sguardo lanciato oltre il confine. Oggi ha 32 anni e da 12 viaggia e incontra, soprattutto ascolta. E’ il mondo e le sue storie, e la sua voce morbida e calda ti fa venire voglia di appoggiartici sopra e ascoltarle quelle storie. Ha problemi con le luci dei bagni non trovandole mai, ha problemi con la sedentarietà non trovandola mai, gira di città in città non trovandosi mai. Cambia case, muta umore, impara lingue e linguaggi osservando l’alternarsi di soli e lune. L’unica presenza fissa nella sua vita è la parola. Girando con una valigia la trasporta migrando, scopre così le musiche che meglio la sanno vestire. Canzoni, semplici canzoni custodite, per molto tempo quasi segrete e confidate che oggi finalmente restituisce al mondo, che gliele ha donate.

“Cupid Deluxe”, il nuovo disco di Blood Orange, l’araldo della New Black Music

Blood Orange – Cupid Deluxe (Domino)

Potrebbe anche essere che i lustrini dell’errebì non siano la vostra cup of tea, ma non dareste cinquanta minuti del vostro tempo a Cupid Deluxe sapendo che il tizio in questione è l’araldo della new black music e potrebbe ambire al trono del fu Prince? Blood Orange ci ha donato uno dei dischi dell’anno 2013, compreso tra soul, funk sintetico ed old-school ed il secondo album di Dev Hynes (Coastal Grooves è del 2011) non ha certo bisogno di ulteriore retorica per convincervi di quanto sarà importante nelle sorti di questo genere.

Certo che stupisce che dopo aver militato agli inizi della sua carriera nella formazione dance-punk dei Test Icicles, l’uomo nero che si celava dietro Lightspeed Champion era sempre Dev. Chi ha memoria ‘indie’ ricorderà che l’inglese trasferitosi in America pubblicò un paio di albums per Domino Records circondato anche da bella gente del giro Bright Eyes.

All’epoca Lightspeed Champion non me lo filai di striscio poiché non mi colpì affatto; il cantautorato indie-folk del tempo aveva ben altri numeri da esibire ed io non ho mai avuto nessun ripensamento né senso di colpa per questo. Questo fa sì che (ri)scoprire oggi questo artista su un terreno musicale più distante sia ancora più interessante. E non vi sembri moralismo ma a volte (e sottolineo ‘a volte’) ambizione, volontà e duro lavoro premiano e Blood Orange lo merita.

Guardi il video di Time Will Tell e ti sembra di assistere ad una scena tratta dalle prime stagioni di Saranno Famosi. Dev non è questo gran ballerino ma la sua mancanza di vergogna nel lasciare il pianoforte per andare allo specchio e ‘muoversi’ come se fosse da solo, noncurante delle centinaia di migliaia di visualizzazioni su youtube, non può non conquistarvi. Scavalcando quella linea impercettibile tra goffaggine ed ingenuità egli ci lascia intravedere candido l’ombra lunga di un Michael Jackson in stadio larvale.

D’accordo che il music-biz a volte ci irretisce con disegni poco chiari e segnali contraddittori ma c’è anche il video di Chamakay in cui Dev va a Georgetown in Guyana per incontrare per la prima volta il nonno materno di 92 anni ed una tale spontaneità – immaginate il contesto di povertà – fa di lui un personaggio indubbiamente intrigante. E non stiamo ancora parlando di musica; Cupid Deluxe è un disco molto morbido e seducente come annunciato dai primi rintocchi esotici di Chamakay o dalle note jazzate e celestiali di Chosen. C’è anche l’hip-hop di Clipped On e di High Street che pur senza essere sperimentale si distacca dalle usuale iconografia che lo rappresenta, ma sono le sicure hit come la già citata Time Will Tell, la contagiosa You’re Not Good Enough, il funk di Uncle Ace, molto eighties con i suoi inserti di sax e dal finale shuffle ad indurre al play compulsivo.

E cosa resta di quel passato indie rock? La collaborazione di David Longstreth dei Dirty Projectors forse? la copertina ambigua come quella di una band noise nwyorkese o la cover di I Can Only Disappont U dei Mansun qui ribattezzata Always Let U Down?

Non lo so, ma soprattutto chi se ne frega: Blood Orange è l’icona pop per il 2013 o almeno io la mia l’ho sicuramente trovata.

Recensito per Freak Out Magazine a questo link: http://goo.gl/3Vyieh

http://giuliozine.wordpress.com/2014/01/13/blood-orange-ce-vita-dopo-neverland/

http://giuliozine.wordpress.com