Il nuovo viaggio musicale e spirituale dei Movin’ K: esce l’album Waitin’ 4 The Dawn

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Quarto capitolo discografico della band valdostana, 14 brani dalle sonorità prog rock con elementi di hard, elettronica e momenti più acustici per un percorso esistenziale e spirituale diviso in tre atti (Caduta, Viaggio e Liberazione).

Genere: rock / prog / hard rock

Label: Autoproduzione

Distribuzione digitale/fisica: CD Baby

Streaming https://soundcloud.com/movin-k/sets/waitin-4-the-dawn

I Movin’K pubblicano il loro nuovo album Waitin’ 4 The Dawn, realizzato con la TdE Music Productionz e disponibile sulle principali piattaforme digitali (iTunes, Spotify Deezer, Tidal, Amazon).

L’album, presentato il 9 ottobre scorso presso il Castello La Tour de Villa di Gressan (Aosta), promozionato su Radio Rai VdA e recensito sui quotidiani La Stampa (http://bit.ly/2fIEIDu) e Gazzetta Matin (http://bit.ly/2fXfupQ), contiene 14 brani inediti composti e prodotti da Francesco K Epiro e arrangiati/interpretati dai Movin’ K.

Registrato presso il TdE Studio di Aosta e mixato e masterizzato da Simone ‘Momo’ Riva, il lavoro presenta le sonorità prog rock care alla band con elementi di hard rock, elettronica e momenti più acustici caratterizzati dal suono del pianoforte e da linee vocali melodiche ed intense. Le influenze di artisti classici quali Police, Toto, Peter Gabriel, Pink Floyd, Dire Straits, Prince ed U2 si fondono con nuovi confini sonori in cui la band sperimenta svincolandosi volutamente da un etichetta di genere musicale specifico mantenendo comunque una marcata identità artistica.

Le tematiche dei testi delineano un viaggio esistenziale e spirituale diviso in tre atti (Caduta, Viaggio e Liberazione) attraverso la propria oscurità, condizionata da una società decadente e materiale che maschera la reale essenza della vita, in cerca della propria Luce interiore, un’Alba che splende eterna nel nostro cuore, ispirata da Dio e necessaria per illuminare la realtà che ci circonda.

Il singolo d’esordio è Beyond, brano incentrato sulla comunicazione, uno degli argomenti centrali dell’album; nasce parlando del matrimonio dell’autore, Francesco K Epiro, che all’epoca della stesura si stava sgretolando fra le incomprensioni alimentate dalla quotidianità e dalle necessità materiali in cui affogavano i sentimenti, seppur sinceri ed ancora presenti.

Quarto capitolo discografico dopo Along the Way Of The Riders (2008), Until Your Breath Is Over (2012) e Park Your Butt (2014), Waitin’ 4 The Dawn rappresenta un importante passo nell’evoluzione del gruppo che nel corso degli anni è riuscito ad ottenere consensi di pubblico e critica – ultimo riconoscimento in ordine di tempo la vittoria nelle selezioni e la conseguente partecipazione ad Arezzo Wave Love Festival nello scorso luglio – e a ritagliarsi un proprio spazio nel panorama rock italiano con diverse incursioni in quello internazionale grazie a trasmissioni web radio, recensioni ed un piccolo tour in Olanda nel 2010.

Line Up

Francesco “K” Epiro – voce, piano, tastiere, loops

Salvatore Gagliano – chitarra

Maria Rita Briganti – voce

Riccardo “L” Sostene – basso

Federico Mongelli – batteria

Hanno preso parte alla realizzazione dell’album:

Simone ‘Momo’ Riva – chitarra ritmica

Paola Lautieri – voce in Ghost

Davide DaG Gullotto – chitarra ritmica ed acustica

Massimo Maltese – sax

Tracklist

Act I – The Fall (La Caduta)

1. In The Silence Of The Night (Intro)

2. Against

3. Faded

4. Animal

Act II – The Journey (Il Viaggio)

5. Walk

6. Disturbed

7. Beyond

8. Wild M.F.

9. Some Trains Never Come

Act III – The Release (La Liberazione)

10. All Is Quiet In My Heart

11. Frailty

12. Find Your Way

13. Ghost

14. The Dream Is Over

Tour

(in costante aggiornamento)

03.12.2016 @ Bone’s Pub, Omegna (VB)

16.12.2016 @ Christmas Night – Padiglione Museo Scienza e Tecnica, Milano

18.03.17 @ Circolo Arci Aurora, Bolzano

Biografia

I Movin’ K sono una band rock prog italiana fondata da Francesco “K” Epiro e Salvatore Gagliano nel 2006. Il nome della band significa “in costante movimento…spirituale, emozionale e fisico; un infinito viaggio in equilibrio fra l’illusione ed il divino; una Chiave che si muove per scoprire un cammino interiore che riveli la Verita’ nascosta fra le ombre dei nostri cuori…con il bisogno di avvicinare le persone a Dio attraverso la magia della musica e la forza delle parole”. L’attuale line-up e’ formata da Francesco “K” Epiro (voce, piano, tastiere, principale autore e compositore dei brani), Salvatore Gagliano (chitarra), Federico Mongelli (batteria), Riccardo “L” Sostene (basso) e Maria Rita Briganti (voce). Movin’ K e’ un progetto di alcuni dei membri originali dei Black Riders, prog band dalla decennale esperienza nel mondo della musica (support band for Porcupine Tree at Prog Fest 1999, support band for Ustmamo at Festival dell’Unità 2001).

Biografia completa https://movink.net/bio/

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Freddy Hend: il debutto Reincarnaction tra classic e alternative rock

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Rock di classe nell’esordio discografico del giovane artista sardo: undici brani inediti scritti in partnership con Anne Morrighan, pervasi dalla filosofia che vuole gli esseri di questa terra uniti dall’amore reciproco, la compassione, il rispetto per la vita di tutti, siano essi umani o animali.

Genere: alternative rock / folk / progressive

Label: EnZone Records

Distribuzione digitale: Audioglobe/The Orchard

Streaming https://freddyhend.bandcamp.com/album/reincarnaction

EnZoneRecords presenta l’esordio discografico di Freddy Hend, Reincarnaction, disponibile negli store digitali e durante i concerti dell’artista.

La nuova produzione discografica della label punta sul rock di classe del giovane artista sardo la cui opera (prodotta da Giuseppe Barbera e da lui stesso, edizioni Fridge e distribuita da Audioglobe/The Orchard) si compone di undici brani inediti scritti a quattro mani con Anne Morrighan (che canta assieme a Freddy nel disco ed è parte fondamentale del progetto). L’album si completa con la rivisitazione di Woman in Chains, classico dei Tears for Fears.

Reincarnaction dunque è l’idea della vita degli autori, un disco molto personale pervaso dalla filosofia che vuole gli esseri di questa terra uniti dall’amore reciproco, la compassione, il rispetto per la vita di tutti, siano essi umani o animali.

Questo senso di uguaglianza tra uomini e tra generi diversi è il fondamento per un’esistenza che disprezza ogni genere di violenza e sopraffazione ed agogna la felicità su questa terra attraverso l’amore, ma anche il dolore, la depressione e la sofferenza.

I suoni dolci del flauto e della chitarra acustica, che ben si alternano a distorsioni pesanti e a frequenti cambi di tempo, cercano assieme ai testi di estrinsecare tutto ciò con atmosfere che vanno dal rock, al folk americano passando per il progressive classico.

Il disco è stato registrato, mixato e postprodotto da Giuseppe Barbera presso Eye&Ear studio di Fiumedinisi, in Sicilia. Disponibile in distribuzione fisica, digital download e su tutte le piattaforme streaming, è stato anticipato dal video del singolo All That Remains:

https://www.youtube.com/watch?v=ag_s1q6SsUU

Tracklist

All That Remains

Always In You

Fallin’ Stars

I Know You

Incarnation

Lonely Flower

Need

My Heart Is Bleeding

Soul Free

Woman In Chains

You’ll Hate Me Out Of Love

Sunday Cryin’

Bio

Freddy Hend e Anne Morrighan si incontrano nel 2011 e da allora la comune passione per la musica li ha portati ad unire i loro talenti componendo canzoni che per loro hanno un significato profondo. Dopo aver inviato i loro demo sono stati contattati dalla EnZone Records di Giuseppe Barbera che fin da subito si è mostrato molto interessato al loro progetto. Sin dai primi contatti hanno capito che c’erano tutti i presupposti per lavorare insieme e produrre un bel disco. Ad agosto 2015 sono andati in Sicilia per registrare il loro primo album, ReincarnAction.

Contatti

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http://www.enzonerecords.com

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E’ adesso disponibile il nuovo ep degli Hollywood Groupies “Bitchcraft”!

Registrato dalla band ligure presso gli studi Rock Tribe di Leonardo Maniscalco a la Spezia e masterizzato da David Campanini al Sonic Lab Studio, “Bitchcraft” è un EP composto da quattro tracce di puro hard rock che raccontano storie di vita in chiave mistico-esoterica.

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Genere: hard rock/rock’n’roll

Label: Self/K2MUSIC

Distribuzione digitale: CDBaby

Release Date: 17 dicembre 2014

Spotify: https://play.spotify.com/album/5XzUDCqkKJsFs1q5733ouj

Bandcamp: http://bit.ly/125M7VT
iTunes: http://bit.ly/12y99Ff
AmazonMP3: http://amzn.to/1wgm8Hm

Deezer: http://www.deezer.com/album/9329370

Quattro brani hard and heavy scanditi da potenza e adrenalina come “Helter Jester“, non a caso scelto come primo singolo, o “Get It On“, la traccia che segna maggiormente l’evoluzione della band col suo ritornello estremamente accattivante e un mosh centrale; si passa poi a “The Empress“, una melodia ipnotica fornita da una sezione ritmica incalzante e da chitarre graffianti che quasi richiama la magia tanto cara alla tematica di base di questo lavoro: il filo conduttore che lega i pezzi è infatti la narrazione di storie di vita in una chiave mistico-esoterica che lascia spazio all’interpretazione dell’ascoltatore. Questo EP arriva dopo anni di lavoro in studio e un susseguirsi di date live che hanno visto gli Hollywood Groupies affiancare artisti di spicco internazionale, come nel caso del Free Wheels Festival, nel 2010 in Francia, nella medesima edizione di Motorhead e Twisted Sister, e al celeberrimo Whisky a Go Go di Los Angeles; va detto che la band ha subito un interessante cambio di formazione nel 2013, quando Ace passa dalla batteria alla chitarra ritmica e Mirko, entra in via definitiva come batterista, diventando il valore aggiunto al sound del gruppo. Tutto questo può essere riscontrato in Bitchcraft il quale denota una maggiore consapevolezza compositiva da parte della band. L’EP ora disponibile sui principali stores musicali online, come iTunes, Spotify, Amazon, Bandcamp e Cdbaby.

Ascolta il singolo “Helter Jester”

https://hollywoodgroupies.bandcamp.com/track/helter-jester

Tracklist

Helter Jester

Get It On

The Empress

Sick Twisted Paradise

Bitchcraft cover

BIO

Gli Hollywood Groupies nascono nel 2006 da un’idea di Kelly e Foxy, la parte femminile della band. Da sempre l’impronta della formazione è quella hard rock, strizzando l’occhio a sonorità più heavy senza mai trascurare la melodicità, anch’essa caratteristica della band. Nel 2010, dopo aver maturato esperienza live e dopo le demo di rito che caratterizzano un giovane gruppo, esce il loro primo album “Punched By Millions Hit By None”, che riscuote un discreto successo sia nella natia Italia che all’estero, raccogliendo recensioni positive da riviste del settore e una buona risosta dal pubblico. E’ sempre grazie all’album di debutto che hanno l’occasione di affiancare artisti affermati in varie occasioni, su tutte il Free Wheels Festival in Francia nella stessa edizione di Twisted Sister, Motorhead, Crucified Barbara e Poppa Chubby. Nel 2011 gli Hollywood Groupies hanno l’occasione di calcare uno dei plachi più prestigiosi al mondo e cioè quello del ” Whisky a Go Go ” di Los Angeles; nel 2012 suonano a Londra. Il 2013 è l’anno del cambiamento di line up per la band ligure quando Ace passa dalla batteria alla chitarra ritmica e Mirko, insegnante abilitato Scuderie Capitani, entra in via definitiva come batterista, diventando il valore aggiunto al sound del gruppo. Nel 2014 danno alla luce l’ ep “Bitchcraft” , quattro tracce che denotano la maturazione della band e l’evoluzione verso un sound più fresco e uno stile personale.

Gli Hollywood Groupies sono:

Foxy (lead-vocal)
Kelly (lead-guitar)
Ace (rhythm-guitar)
Condor (bass)
Mirko (drums)

Rassegna Stampa

“Roba che scotta, davvero, sanguigna e primordiale, piena di burrascosi e ustionanti riffs, ricca di abrasivi fendenti di chitarra solista e maneggiata senza timore da una voce, quella della conturbante e temibile front-woman Foxy Deville”

Marco Aimasso – metalhammer.it

“Un album potente e pragmatico da ascoltare a tutto volume!”

Monikuez – metalwave.it

““Punched By Millions Hit By None” è un album convincente ed evidenzia la forte personalità e la qualità della band ligure””

Daniele Carlucci – SpazioRock.it

““Destroyer Commando” e “Carcrash 666” fanno impallidire gli Skid Row, e su tutto emerge la voce al vetriolo di Foxy DeVille, una vera front-girl di razza””

Rock-Impressions.Com

“Da La Spezia c’è un’autostrada che porta diretta al Sunset Blvd di Los Angeles, sopra, corrono a tutta velocità i/le HOLLYWOOD GROUPIES, due ragazzi e due ragazze che con “Punched by millions… Hit by none” hanno pubblicato un’entusiasmante lavoro di debutto fatto di sogni, grinta e rock ‘n’ roll!”

Fabrizio Massignani – Metal Maniac

“Uno dei migliori dischi glam/street/sleaze su cui potrete mettere le mani quest’anno. Senza lasciare spazio a ballate o momenti calmi!”

Niccolò Carli – Rock Hard

Articoli online: http://www.reverbnation.com/hollywoodgroupies/press

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“Shame On Call Me Platypus”, l’ep d’esordio dei modenesi Call Me Platypus

La copertina del primo ep dei modenesi Call Me Platypus

A cura di Manuel Maniaci

Se volessimo fare con i Call me Platypus il gioco del “somigliano a tale gruppo”, “ricordano quest’altro”, la lista sarebbe davvero lunga… In egual modo, sarebbe davvero estenuante elencare tutti i generi musicali che la band modenese affronta nel suo ultimo lavoro “Shame on call me platypus”. Ne verrebbe fuori che somigliano a così tante cose da non essere uguali a nessun altro e, alla fatidica domanda “ma che genere fanno?”, la risposta sarebbe un deciso e rassicurante “boh!”. 

D’altro canto, sperimentare mescolando assieme così tanti generi musicali è un rischio, perché si può cadere facilmente nel banale, nell’ inconcludenza, nella bruttezza semplice e pura, in una frammentarietà esagerata che può disturbare l’ascolto. È però un rischio che i Call me Platypus non hanno paura di affrontare e fanno bene, perché il risultato è decisamente positivo.

Ne viene fuori un lavoro tutt’altro che noioso, che va decisamente oltre la classica struttura verse-chorus-verse, a tratti dalle sonorità forti, a volte melodiche fino ad assumere le forme di ritmiche dal sentore addirittura ballabile. All’interno dell’Ep spicca “Indians, il brano migliore dal punto di vista musicale e lirico, ma nel complesso tutte e cinque le tracce riescono a tenere un livello discretamente alto.

Shame on call me platypus” è, insomma, un Ep fatto per non essere mai scontato, né nello scorrere dei vari brani né nella struttura interna di ciascuno di essi, e i Call me Platypus dimostrano di essere amorfi e difficilmente classificabili, proprio come la creatura da cui prendono il nome.

https://soundcloud.com/callmeplatypus/sets/shame-on-call-me-platypus

http://callmeplatypus.bandcamp.com/

http://www.youtube.com/user/MePlatypus?feature=watch

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Hollywood Noise – “More Than Your Mouth Can Swallow II”

Hollywood Noise

Era una giornata abbastanza merdosa, nulla di particolarmente drammatico, ma davvero noiosa e inconcludente. Dopo un’oretta di meritato riposo con le cuffie nelle orecchie e un buon libro in mano, mi sono prontamente messo al computer con l’intento di trovare delle buone tablature per Sturstruck dei Rainbow. Durante la ricerca mi sono imbattuto in qualcosa di stupefacente quanto scioccante, di tanto inaspettato quanto gradito; si sono palesate nelle mie stanche orecchie le calde, accoglienti e dure note degli Hollywood Noise. Questi ragazzi torinesi hanno fatto una cosa che a mio parere, sebbene la diffusione del genere tra le band underground dica il contrario, è molto difficile, per non dire quasi proibitiva: hanno preso l’Hard Rock e l’hanno fatto loro, gli hanno dato un proprio stile. Questo genere è certamente stato generatore di band che resteranno sempre nella storia della musica mondiale: AC/DC e Guns N’ Roses per citarne solo due, elencare tutte quelle degne di nota sarebbe alquanto prolisso (ci tengo solo a puntualizzare che la mancata citazione dei Led Zeppelin è dovuta al fatto che definirli solo Hard Rock, sarebbe alquanto riduttivo); genere che però nel corso degli anni è stato spremuto molto intensamente ed ha progressivamente perso l’antica egemonia, fino ad arrivare a oggi, dove abbiamo davvero pochi nuovi gruppi di livello rispetto agli anni ’70 (per non dire che non ne abbiamo).  Proprio in questo si rivela l’abilità Noise: nell’aver affrontato un genere tanto bello, ma che ti pone sempre e comunque a confronto con band enormi, e aver retto la botta alla perfezione, senza nemmeno perdere l’equilibrio. Partirei dicendo che il loro sound non ha nulla di nuovo, come avevo già detto, l’Hard Rock ha partorito quasi tutto ciò che poteva. L’asso nella manica che rende grandi i nostri amici da Torino è stato l’essere riusciti a creare qualcosa di mai visto con quello che già c’era. Per usare una metafora: gli Hollywood Noise sono un “Frankenstein” della musica Hard, ma non un mostro privo di senno, un’entità precisa, delineata e, soprattutto, bella. Molto anche, a mio parere.  Il loro stile è quello dell’Hard Rock più classico: ritmiche di chitarra che ricordano quelle di AC/DC, parti soliste che passano da accompagnamenti alla Aerosmith ad assoli alla Slash/Angus Young. La base ritmica prende spunto, a parer mio, da quella dei Def Leppard; il che porta un’impronta Glam/Hair al loro sound, che fa un leggero occhiolino ai Kiss del periodo da me più amato. Le chitarre a mio parere sono studiate in maniera veramente efficace, s’incarnano perfettamente nel genere senza sparire nella massa, com’è facile che accada. Dai video anche l’equipaggiamento è quello classico: Gibson Les Paul (di cui fa uso anche il sottoscritto) e Marshall (che c’è di meglio?) e loro lo sfruttano come dovrebbe essere sfruttato, cioè con melodie meravigliosamente calde e studiate, sfruttandone la qualità, e facendo un rumore d’altri tempi, sfruttandone la quantità. Altro particolare che non mi ha lasciato per nulla indifferente è la voce: l’apporto del vocalist è grandioso, personalmente mi ricorda per certi versi Steven Tyler e per altri Bon Scott. Il che non mi sembra un’investitura secondaria visto che si sta parlando delle voci di due delle più grandi Rock Band di sempre e, come se non bastasse, questi due signori risultano rispettivamente terzo e quinto nella classifica dei migliori vocalist Rock stilata dalla rivista Hit Parade nel 2006. Quindi, Matthew, hai il diritto di sentirti lusingato. More Than Your Mouth Can Swallow II” è il figlio del quasi omonimo EP (privo solamente del numero) con cui gli Hollywood sono debuttati. È un album di pregevolissima fattura, molto piacevole all’ascolto, pieno di elettricità e potenza, ma allo stesso tempo di grazia e dolcezza. I pezzi sono tutti riusciti, ma alcuni spiccano tra gli altri che si mantengono tutti allo stesso (alto) livello; la mia preferita è Shame On You, quell’intro di armonica a bocca e chitarra che tanto ricorda Crazy degli Aerosmith mi ha fatto veramente impazzire, ma anche Rip It Off ha suscitato in me sensazioni che tanto ricordano le corde mosse nel mio cuore da un certo gruppo di australiani la cui fama non si può considerare limitata. Questi due brani, tra venti album, appariranno certamente in un corposo Greatest Hits che sarà venduto in ogni negozio di CD (se ancora ne esisteranno) come simbolo dell’immortalità della musica Rock. Ragazzi, avete resuscitato in me l’Hard Rock! E avete guadagnato un fan. Quindi, se passate nel milanese, fatemi un fischio e accorrerò volentieri.                                                                  By Andrea Galuzzi


https://www.facebook.com/pages/Hollywood-Noise/56521407771

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