I Dei Degli Olimpo – Dal lago di Bracciano a Ligabue con l’album Uno

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Esordio discografico per la band romana che lo scorso fine settembre ha suonato di fronte a 80.000 persone sul prestigioso palco del Liga Rock Park assieme al rocker di Correggio. Dieci brani per un caleidoscopio di generi che spaziano dal blues al metal, dal pop alla bossanova mantenendo al tempo stesso un’identità definita

Genere: rock/blues/pop

Label: Autoproduzione

Streaming https://ideidegliolimpo.bandcamp.com/releases


Si intitola
Uno ed è il primo album della giovane rock band romana I Dei Degli Olimpo.

Il disco, frutto di una crescita artistica dipanatasi nel corso di ben sei anni di attività, racchiude la voglia di esprimersi liberamente senza fare riferimento ad alcuna etichetta di genere, puntando sulla creatività e sfruttando molte influenze. La principale caratteristica di Uno infatti è quella di racchiudere numerosissime sfumature di stile all’interno dei dieci brani, senza rinunciare ad un sound energico, definito e riconoscibile dal quale la band trae la propria individualità. Le influenze spaziano dal blues al metal, dal pop alla bossanova conferendo un effetto caleidoscopico in grado, al tempo stesso, di mantenere un’identità definita.

Dall’uscita di Uno I Dei Degli Olimpo partecipano al Liga Rock Park, un contest atto a scegliere gruppi per aprire i concerti di Luciano Ligabue a Monza il 24 e il 25 settembre del 2016.

Passano le audizioni e vengono scelti per la data del 25 nella quale si esibiscono davanti ad 80.000 persone su uno dei palchi più grandi d’Europa. Durante lo show ricevono un riscontro più che positivo dal pubblico, così vasto ed eterogeneo, che li spinge verso la decisione di esplorare tutti gli stage italiani per rimanere vicini ai propri fan e scoprine di nuovi.

Mille anni dall’ombra live @ Liga Rock Park https://www.youtube.com/watch?v=nBXKrd7yoc8

Riuscire a creare un prodotto come Uno è stato possibile grazie al duro lavoro al Kick Recording Studio, durato più di cinque mesi, e ai saggi consigli di Marco Mastrobuono e Matteo Gabbianelli (Kutso) che hanno saputo indirizzare la band verso le scelte migliori. Il processo creativo che la porta a scrivere i brani è ormai rodato e consiste nello sviluppare una melodia che sappia trasmettere sensazioni all’ascoltatore, arrangiandola con la massima creatività e poi trasferendo il prodotto al test più importante: quello del pubblico. Esso è infatti il giudice più prestigioso e non esiste riconoscimento migliore di un gruppo di persone che canti le tue canzoni con te e riesca a condividerne i sentimenti trainanti.
Essere creativi, in fondo, significa proprio questo.

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Tracklist

1. Taci, Miserabile!

2. Società

3. Ma Siamo In Italia

4. Sono un Pagliaccio

5. Mille Anni Dall’Ombra

6. Strada Per Il Paradiso

7. Falso Alternativo

8. E’ Una Fotografia

9. Verdiana

10. Hey Don’t Forget Me

Tour (in costante aggiornamento)

22/12/2016 @ Status Pub, Bracciano (RM)

14/01/2017 @ Outlaw Club, Bracciano (RM)

20/01/2017 @ Itineris pub, Civita Castellana (VT)

10/02/2017 @ Casa di Emme, Bassano Romano (RM)

12/02/2017 @ Locanda Blues, Roma

Biografia – I Dei Degli Olimpo sono una rock band laziale nata fra i banchi del liceo nel 2010 dall’amicizia di cinque ragazzi e dal loro amore per la musica. Formatosi per gioco, il gruppo deve il proprio curioso nome a una gaffe fatta durante le riprese di un video che diventò presto virale durante gli anni del liceo. Dalle prime esperienze live alle feste scolastiche, la band inizia a farsi spazio fra la realtà musicale del Lazio, proponendo brani inediti e finendo con il registrare un primo EP alla Cattedrale dei Suoni di Luca Bellanova, successivamente presentato con un mega concerto al CrossRoads, celebre live club appena fuori Roma. Al termine delle registrazioni la band compie anche la prima esperienza all’estero, suonando alla “Fête de la Musique” di Parigi.

Durante questo periodo hanno il piacere di aprire il concerto di Gianmarco Dottori, noto cantautore romano semifinalista del programma televisivo “The Voice”, e dei Kutso, grazie ai quali vengono a conoscenza dello studio di registrazione del frontman Matteo Gabbianelli. Decidono quindi di registrare il primo CD “Uno”, curato da Marco Mastrobuono e dallo stesso Gabbianelli. Le sessioni comprendono il periodo tra ottobre 2015 e febbraio 2016.

Della scorsa estate la partecipazione al contest Liga Rock Park, vincendo così l’apertura a Luciano Ligabue al Parco di Monza il 25 settembre 2016, davanti ad 80.000 persone. L’esperienza con il rocker di Correggio risulta per la band una tappa fondamentale per la presa di coscienza dei propri mezzi, un evento dal quale sono scaturite altre opportunità fantastiche, come essere invitati al Maker Faire di Roma.

Contatti

https://www.facebook.com/ideidegliolimpo

Press Media Office

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Dorem Ipsum! Il nuovo disco dei Maleizappa

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L’irriverente e dissacrante pop/rock band casertana sforna il secondo album dal titolo “Dorem Ipsum” : nove tracce che, sebbene restie alla catalogazione, spaziano gioiosamente dal rock al pop, dal folk al latin, dalla prog alla ballad melodica.

Genere: rock/pop/indie

Etichetta: Autoproduzione

Spotify https://open.spotify.com/album/4rNCDwaCs8mKUGvlTirzeY

Soundcloud https://soundcloud.com/maleizappa/sets/dorem-ipsum

A quattro anni dall’esordio I successi, non ancora successi i Maleizappa tornano sulle scene nazionali con Dorem Ipsum, secondo album in studio. La musica dei casertani è un mix apparentemente disordinato di generi e citazioni che confluisce in quello che loro amano definire un “findie rock dissacrante”. I testi apparentemente leggeri nascondono un fondo di realismo malinconico e “messaggi subliminali” intrisi di amare verità.

Definire il genere musicale dei Maleizappa è un’impresa ardua perché non ne hanno uno bensì molteplici: spaziano gioiosamente dal rock al pop, dal folk al latin, dalla prog alla ballad melodica..insomma, fanno quello che pare loro e lo fanno divertendosi e divertendo, dissacrando su vari fronti il mondo “ovattato e conformista” che è oggi il panorama musicale italiano.

Dorem Ipsum è un disco di nove tracce che riassume meglio di tante parole quello che sono i Maleizappa e la loro progressiva maturazione artistica. Un lavoro fresco dai sentori estivi che si gusta con gioia e soddisfazione, auto-prodotto dai cinque componenti e arricchito da collaborazioni eccellenti.

Alle registrazioni infatti hanno partecipato amichevolmente: Antonio Bocchino (Enzo Avitabile), Carmine Scialla (Calatia, Orchestra Popolare Casertana, Daniele Sepe, Ar meitheal, Eugenio Bennato, Blue Staff), Luca De Simone (Calatia, Orchestra Popolare Casertana, Daniele Sepe, Eugenio Bennato), Giuseppe Giroffi (Daniele Sepe, Enzo Avitabile, The Congos), Cecilia Scatola (Calatia, Amii Stewart, M’barka Ben Taleb, Adriano Guarino, Ciro Manna), Alessandro De Carolis (Peppe Barra, Daniele Sepe, Stefano Bollani, Eugenio Bennato, Ar meitheal), Sasà Piedepalumbo (Lina Sastri, Gino Paoli, Enrico Montesano, Sal da Vinci, Valentina Stella, Nino D’Angelo), Antonio Sacco, Fabio Renzullo (Foja), Roberto Vigliotti.

La copertina e la grafica del disco sono state realizzate utilizzando un’opera dell’artista marcianisano Mandarino, un bohémien dei giorni nostri che cerca di sopravvivere vendendo la sua arte per strada o arrangiandosi con piccoli lavoretti.

Gitano in gita al mondo https://www.youtube.com/watch?v=usIp0TAn6O4

Video Credits

Regia: Vittorio Iuliano

Soggetto: Maleizappa

Produzione: Maleizappa

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Tracklist

Ragazzina

Cassettina da 90

Scienziati in America

Appartamento in centro

Introspettivo

Il mercato dell’organo

Gitano in gita al mondo

Canzonette

Mi meraviglio dell’aldilà

Apple http://tinyurl.com/jlktyfu
Amazon http://tinyurl.com/jcyprwj
Google Play http://tinyurl.com/gunz367

Press Kit Online http://www.maleizappa.it/press/maleizappa_presskit.zip

Tour

09/03/2017 @ Unplugged Pub, Caserta

15/02/2017 @ Birrificio La Diana, Siena

19/01/2017 @ Diesis Live Pub, Caserta

30/12/2016 @ Cerere e Bacco, Palma Campania (NA)

17/12/2016 @ Club 33 Giri, Santa Maria Capua Vetere (CE)

24/09/2016 @ Terra di Lavoro Birra Fest (Opening act Jovine), Casagiove (CE)

03/09/2016 @ Ecosuoni 2016 (Opening act I Cani), Palma Campania (NA)

Leuciana Festival 2015 (Opening act Giovanni Lindo Ferretti) – Caserta

16/12/2014 Anteprima album @ SMAV, Santa Maria a Vico (CE)

Rassegna Stampa

I Maleizappa lanciano uno sguardo ferocemente ironico e dissacrante sull’Italia contemporanea, sulle sue usanze e tradizioni, nonché sui vizi e sulle ipocrisie che la caratterizzano.” Rockit – https://www.rockit.it/recensione/18273/maleizappa-i-successi-non-ancora-successi

Fare musica “simpatica” non è affatto facile ed insomma, per chi fosse duro di comprendonio, i Maleizappa ci sanno fare, la sanno lunga e tra la tanta musica ascoltata, trita e ritrita, arriva, in questo inizio giugno una ventata di aria fresca, nobilmente altera ed altra.” Campania Rock – http://www.campaniarock.it/musica/recensioni/5222-i-successi-non-ancora-successi-dei-maleizappa.html

Biografia I Maleizappa nascono ufficialmente nel dicembre del 2004 e nel corso degli anni diventano una delle band più apprezzate e seguite della provincia casertana, e in seguito in gran parte della Campania; grazie anche alla partecipazione a diversi festival musicali come il Meeting del Mare del 2010 e 2012 – in cui aprono rispettivamente Elio e le Storie Tese e Mannarino. Le prime esibizioni creano scandalo e ripudio tra i musicisti campani, non abituati evidentemente ad accettare che cinque sconosciuti incapaci di intendere e volere, siano diventati nel giro di pochi mesi un fenomeno generazionale: insomma delle rockstarze. Cominciano ad esportare le proprie sonorità oltre i confini della Campania Felix, facendosi portavoce dei disagi, della rabbia e dell’allegria del popolo della “generazione x”. C’è chi li ama a tal punto da definirli: “la migliore cosa che questa terra poteva defecare” (ce n’è di gente strana in giro!). La musica dei Maleizappa è un miscuglio non ben definito di suoni, generi, citazioni, anagrammi e puzzle penta grammatici. Assistere ad una loro serata è come guardare una puntata di blob all’anfetamina. Vengono più volte censurati, epurati, tagliati e s-microfonati. Ciò nonostante i giovani li adorano: manco fossero delle pornostar. Ironici, cattivi e dissacranti. O se preferite, semplicemente: Maleizappa.

Contatti

www.facebook.com/maleizappa

www.maleizappa.it

www.soundcloud.com/maleizappa

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Boskovic – A Temporary Lapse of Heaven

LucaBoskovicCopertina

A Temporary Lapse of Heaven è il primo disco del cantautore vicentino Luca Bonini Boskovic. Artista dalla carriera ventennale passata a suonare in giro per i locali con varie formazioni, tra le quali i Fourback e la John Lennon tribute band. Un amore per il beat e il rock nel quale Boskovic ha sempre cercato di dare spazio alle sue emozioni ed interpretazioni, costruendo così la propria identità. Una formazione durata a lungo che fa di questo album un esordio atipico in cui, oltre ad un’elevata capacita autoriale ed interpretativa, il cantautore mostra una gran voglia di esprimersi.

11 brani che variano tra rock, pop, r’n’b e beat. Sono spesso tracce dalla distribuzione ritmica e armonica complessa, affreschi sonori ripresi dalla tradizione inglese di Beatles, Pink Floyd e Bowie. Piuttosto intuibile che la lingua utilizzata dall’artista non sia il dialetto veneto bensì quella di Sua Maestà Elisabetta II. Bisogna però sottolineare che, seppur interpretati con un giusto accento rock, il più delle volte non riescono ad essere all’altezza della musica. Abbastanza evidente già dalle sue dichiarazioni, come per Boskovic la materia primaria sia quella strumentale: “Per me la musica è il desiderio e il bisogno di elaborare le emozioni personali e tradurle in melodia;”

Da evidenziare pezzi come “Everyday”, che con le sue parti acustiche e orchestrali si avvicina ad un pop-rock alla Oasis, o ancora più british la sinistra “Sun (born and die)”, mentre l’acme è raggiunto dalla finale “You can do it”, ballata che non sfigurerebbe su un disco di Elton John.

B.B (non sono Brigitte)

https://play.spotify.com/album/0lFaTwBnnoVDBFqCb8XNGP

https://soundcloud.com/boskovic-music-926860026/sets/boskovic-a-temporary-lapse-of-heaven

https://www.facebook.com/Boskovicmusic-179436975587011

Quinto album per Ottodix: il 10 novembre è uscito “Chimera”

OTTODIX

Il 10 novembre esce “Chimera”, quinto capitolo discografico della creatura musicale di Alessandro Zannier. Un concept sulla fine delle utopie del XX Secolo, un progetto che comprende anche 10 mostre itineranti e un cortometraggio.

Ascolta “Chimera” in streaming su Rockerilla

Esce il 10 novembre per Discipline Records “Chimera“, il quinto album in studio per Ottodix, pseudonimo dietro il quale si cela l’eclettico artista trevigianoAlessandro Zannier. Il concept su cui si basa il disco è la fine delle utopie e delle ideologie del XX secolo. Un album “Post”, un ibrido sonoro tra elettronica, future-pop e sperimentazione. Un disco massimalista, opulento, ricco negli arrangiamenti da grande orchestra con cori epici, un certo gusto retrò per i suoni tipici dei primi del ’900, sapientemente mescolati all’elettronica, alle chitarre elettriche e a sonorità pop di tendenza.

In “Chimera” troviamo una critica all’indole forcaiola da Fahrehneit 451 che si respira tra troppa gente corresponsabile della “grande crisi” e scopriamo al suo interno rimandi ai Beatles di S.gt Pepper’s, al surrealismo inglese degli anni ’60-’70, ma anche una critica alla cultura sensazionalista odierna, con toni e immagini alla Montypython e scenari surreali cari a Magritte.

Chimera: Le mostre e il cortometraggio.
“Chimera” non è solo un disco, ma un progetto più ampio che comprende una serie di mostre itineranti: 10 installazioni inedite in 10 città diverse in cui presentare altrettante rappresentazioni di utopie fallite, mostri e zavorre generate dal ’900. Dopo Treviso, Marsiglia, Venezia, Berlino Pechino (in occasione della Biennale Cina-Italia), dal 21 novembre “Chimera” farà tappa a Verona. Prevista, inoltre, per la fine del 2014 la pubblicazione di un cortometraggio di 15 minuti circa, intitolato “Chimera“, in cui le suggestioni descritte nel disco e i mostri realizzati con le installazioni, saranno ulteriormente reinterpretati.

Live
On stage gli Ottodix sono Alessandro Zannier (voce, synth), Mauro Dix Franceschini (synth, batterie elettroniche) e Antonio Massari (chitarre). Il Chimera Tour 2014/2015 sarà arricchito da una forte componente visual a cura diVittorio De Marin. Di seguito le prime date del Tour (in costante aggiornamento):

08.11.2014 – Milano, Arci Ohibò: Ottodix full live set + Starcontrol. Release album party.
10.11.2014 – Release album “Chimera”
21.11.2014 – Verona, ArtAntide: Chimera 6 – inaugurazione personale d’arte A. Zannier + short live set
22.11.2014 – Villorba (TV), Librerie Lovat: showcase live + presentazione album
06.12.2014 – Mestre (VE), Palaplip: Venice Jam Fest
12.12.2014 – Trieste, D-Sotto; Ottodix full live set
30.01.2015 – Acqui Terme (AL), Bardante: Ottodix full live set
31.01.2015 – Milano, Voice club: Ottodix full live set
06.02.2015 – Treviso, Eden Cafè: showcase live
28.02.2015 – Bologna, Freakout: Chimera night

Per materiale stampa, ulteriori info, interviste e invio di dischi fisici:

RECENSIONE – MANO “La Pulce Nell’Orecchio” (La Sete Dischi 2014)

LA PULCE copertina

La Pulce nell’Orecchio” è la prima opera (album) del tutto gratuita per MANO cantautore piemontese che debutta con questo disco in free-downlad sul sito de La Fame Dischi (in realtà il disco esce in free-download per la sottoetichetta della Fame, La Sete Dischi, nuova netlabel che si occupa solo delle uscite in digitale).
Si tratta sostanzialmente di belle canzoni e questo lo diciamo in questi termini perchè la recensione potrebbe finire qua. C’è poco da aggiungere quando ci si trova davanti a “belle canzoni”, c’è solo da ascoltarle.

Cosa ne direbbe Freud” oppure “La Mia Vacanza” o la stessa “Distanza Perfetta” che apre il disco, sono canzoni pop quasi perfette con atmosfere e ritornelli che ti entrano in testa e che canticchi durante già al primo ascolto (cosa che dimostra la grande abilità dell’autore con le parole) e ti costringono a ripremere play.

Il bello è che i testi spesso non sono affatto leggeri e ci vanno giù pesante anche se le atmosfere musicali possono far credere di essere di fronte ad un artista che ha un approccio alla musica solo esclusivamente per divertirsi e farci divertire. Tutto il contrario, MANO ci fa ballare a volte è vero, ma soprattutto ci da ottimi elementi su cui pensare e riflettere in quanto prende in analisi tanti aspetti della vita e ci sbatte in faccia la verità con leggerezza che a volte sembra fare più male di quando ce la dicono in maniera più diretta.

ASCOLTA E SCARICA “LA PULCE NELL’ORECCHIO”
http://lafamedischi.com/lsd-01

LA PULCE NELL’ORECCHIO – credits
Autoproduzione. Registrato da Marco Giorio (MANO), a cavallo tra il 2012 e il 2013, con lo studio mobile “Mica$tudio”. Mixato da Mano e Igor Giuffre’ sempre al Mica$tudio. Masterizzato da Andrea Brasolin al MyBossWas di Torino. Hanno suonato :
– MANO (voce debole, cori, chitarra acustica, chitarre elettriche, basso, programmazione elettronica, percussioni, vocal drum)
– AGANJI (chitarre elettriche autoprodotte, tappeti sonori, effettistica, cori)
– ANTONIO VOMERA (basso elettrico)
– CRISTIAN LONGHITANO (batteria, percussioni, loop)
– ANGELICA VOMERA (ultravoce)
ospiti :
– Marco Piccirillo (contrabbasso)
– Cecile Delzant (violino)
– Matteo Cancedda (percussioni)
– Pietro Valsania (voce)
– Enrico Botti (chitarra classica)
– Giuliana Labud (pianoforte)
– Bruno Valsania (mandolino, buzuki irlandese)
– Andrea Perona (chitarra elettrica)
– Andrea Pisano (CKB, looper)

testi e musiche di Marco Giorio (MANO)

LINK
https://www.facebook.com/manomanita
https://soundcloud.com/marco-giorio
https://www.youtube.com/user/MICAPUNGO

 

a cura di Davide Stellario

A Modern Way To Die: l’esordio electro-wave con il full lenght Pulse And Treatment


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Dopo quattro anni di esibizioni nei locali e attività dal vivo, gli A Modern Way To Die debuttano con l’album “Pulse And Treatment, contenente i nuovi lavori della band catanese.

L’album, dal sound electro-rock, presenta brani particolari, orecchiabili ma di forte impatto al tempo stesso, che mescolano bene le influenze musicali dei componenti del gruppo, ciascuno dei quali con una sua personale idea di musica: il risultato è un disco che spazia dall’electro rock e shoegaze, fino all’indie e alla new wave, presentando in sè le particolarità di questi generi; in questo modo le traccie risultano tra loro molto varie e distinguibili, ognuna con una sua personalità e forza.

Nel complesso è, appunto, un album molto potente, facile da ascoltare ma, nel medesimo istante, mai banale, capace quindi di catturare l’attenzione attraverso un sound pieno e corposo, a cominciare dalla voce del frontman, Patrick Guerrera per arrivare alle distorsioni delle chitarre di Cris Battiato e Saint T Tromba, abillissimi nel creare atmosfere oniriche e fumose, tipicamente in stile alternative/shoegaze.

Le due chitarre hanno una parte fondamentale in tutti i pezzi, anche per via del genere scelto dalla band; costruiscono intro e outro dialogando tra di loro e creando trame di suoni (“Misantrophy”) e fanno da sfondo alla voce, usata anche essa come uno strumento.

Il gruppo non è però soltanto capace di pezzi potenti e graffianti (come “FlowoShe Walks”, quest’ultimo anche singolo apripista del disco corredato dal videoclip ufficiale disponibile su YouTube) ma conserva anche un lato melodico e pop, un lato più tranquillo ed introspettivo che risalta anche nei testi e nei titoli delle canzoni, come, per esempio “Feel Into The Voido “My Own Friend”.

Il risultato dell’incontro delle diverse influenze musicali dei membri della band (dai Sonic Youth e My Bloody Valentine passando per gli Smiths) ha dunque prodotto un album di classe, versatile e valido, capace di attirare l’attenzione non solo degli amanti del genere, ma anche degli ascoltatori di indie e classic rock.

By Elena Rizzi

 https://soundcloud.com/pulse-and-t

 https://www.facebook.com/pages/a-modernway-to-die/330188269085

Perturbazione live @ Winter Garden di Verona 14 Marzo

Prima data del tour 2014 per la band reduce da Sanremo!

PERTURBAZIONE LIVE
14-03-2014
– VERONA – h 21.00

WINTER GARDEN c/o il CROWN PLAZA VERONA

Opening Act NADIA & THE RABBITS + VERONICA MARCHI

 

ProntiEnergiciRisolutiTenaciUniti

RitmatiBraviAccordatiZigzagantiIlluminati

OriginaliNecessariEleganti

Tutto questo e molto altro lo hanno dimostrato dal palco del Festival di Sanremo:

dopo 6 tentativi, 6 dischi pubblicati dai 6 componenti dei Perturbazione

con il codice 06 si sono piazzati al 6° posto nella serata finale della

64esima edizione della kermesse canora.  

5 donne più il personaggio narrante/cantante (6 personaggi)

sono i protagonisti di questo amarcord sentimentale intitolato LUnica, che ha strappato applausi a scena aperta in sala stampa, che ha conquistato il Premio Critica Radio/Tv/Web della Sala Stampa Lucio Dalla, il Premio 100 Radioe il Premio Blog Macchia Nera assegnato al Dopo Festival

LUnica ha affascinato sia la platea in sala che il pubblico a casa, il quale in una manciata di ore ha cliccato quasi mezzo milione di volte il video realizzato da Jacopo Rondinelli…senza dimenticare che a oggi il singolo è la quarta canzone italiana più ascolta su Spotify e Musica X è il 5° album italiano più ascoltato in classifica, mentre su iTunes si attesta come dodicesimo italiano acquistato.

PERTURBAZIONE

1° DATA DEL TOUR 2014

OPENING: NADIA & THE RABBITS + VERONICA MARCHI

14 Marzo 2014, ore 21.00

Winter Garden, Crowne Plaza Verona

Via Belgio, 16, 37135 Verona

Dopo “L’Unica” a Sanremo, arriva la prima a Verona: i Perturbazione aprono il tour 2014 a Verona.

I PERTURBAZIONE, dopo il grande successo a Sanremo, aprono il tour 2014 al Winter Garden del Crowne Plaza Verona, venerdì 14 marzo.

La band torinese, è stata la vera rivelazione della 64° edizione del Festival aggiudicandosi il premio della sala stampa radio-tv-web “Lucio Dalla”, con la canzone “L’unica” che, inoltre, si è classificata sesta nella classifica finale. L’Unica, dalla sua pubblicazione su Youtube, il 19 febbraio, ad oggi ha totalizzato quasi 700.000 visite.

Un’occasione unica anche per il battesimo del Winter Garden come location aperta al pubblico spettacolo, che diventa così un nuovo ed eccezionale spazio per la cultura e l’intrattenimento a Verona.

PERTURBAZIONE

I Perturbazione sono uno dei principali gruppi rock italiani dei nostri anni. Nati a Rivoli, alle porte di Torino, hanno segnato la musica nazionale grazie a una manciata di album fra i più significativi dell’ultimo decennio. Dopo gli esordi nel ‘98 (Waiting to Happen e 36) è arrivato il passaggio alla lingua italiana e con esso l’album della svolta: In circolo, uno dei dischi più rilevanti della contemporaneità nazionale. Considerato dal mensile “Rolling Stone” come uno dei 100 più belli di sempre della musica italiana, In circolo è stato da poco ripubblicato in una versione doppia e celebrativa per il decennale.

Canzoni allo specchio e Pianissimo Fortissimo completano una sorta di trilogia della “formazione” e contribuiscono ad affermare il nome della band nel panorama nazionale. Nel 2010 arriva Del nostro tempo rubato, l’album linguisticamente più maturo del sestetto piemontese.

Titolari di una forte identità legata all’incrocio tra strumentazione rock (basso e chitarre elettriche, batteria) e classica (violoncello, pianoforte), nonché di molti progetti paralleli (Concerto per disegnatore e orchestra, Le città viste dal basso etc.) i Perturbazione incarnano ormai più una factory creativa che una semplice band.

Recentemente i Perturbazione sono rientrati a casa Mescal che ha pubblicato il 6 Maggio 2013 il nuovo e sesto disco del gruppo, prodotto da Max Casacci (Subsonica), intitolato Musica X e distribuito in allegato a XL di Repubblica; la band che sa magistralmente shakerare la canzone d’autore al pop strizzando l’occhio al rock e al contempo all’elettronica ha registrato 10 nuovi brani, per un nuovo percorso con specialissimi ospiti (I Cani, Erica Mou e Luca Carboni) e fresche suggestioni per un’esperienza che non mancherà di stupire neppure i più affezionati seguaci della band.

– A rappresentare tutto ciò, il primo singolo/video La Vita Davanti e un tour estivo che ha traghettato la band attraverso l’Italia mentre si organizzava la parte autunnale, che ha preso il via da una doppia tappa a Berlino e una a Bruxelles (17 / 18 / 19 Ottobre) dove i Perturbazione hanno presentato dal vivo Musica X sia come album che come nuovo singolo.

– Il 18 Novembre è arrivata una bellissima notizia: i Perturbazione con L’Unica e L’Italia vista dal bar, parteciperanno alla 64esima edizione del Festival di Sanremo (dal 18 al 22 Febbraio 2014).

Genere: PoP / Rock

Ultimo Disco: Musica X (Mescal / Aprile 2013)

Componenti:

Tommaso Cerasuolo: voce

Elena Diana: violoncello

Gigi Giancursi: chitarra e voce

Cristiano Lo Mele: chitarra e tastiere

Rossano Lo Mele: batteria

Alex Baracco: basso

Link: www.perturbazione.comwww.facebook.com/pages/PERTURBAZIONE/32559705898

INFO AL PUBBLICO: +39 045 830 36 46

Biglietti prevendita: 13 €

Show Day: 15 €

Prevendite:

Crowne Plaza Verona – Via Belgio, 16, 37135 Verona

Online: www.vrbanfestival.com

INFORMAZIONI ALLA STAMPA

STUDIOVENTISETTE S.R.L.

Alessandra Biti | ph.: +39 0458303646 | mobile: +39 3497454585 | alessandra.biti@studioventisette.net
Stefania Berlasso | ph.: +39 0458303646 | mobile: +39 3398848071 | ufficiostampa@studioventisette.net

Musica X è il 6° disco dei Perturbazione.

L’album della consacrazione per il sestetto piemontese: dopo la pubblicazione a metà 2013 come allegato di XL de La Repubblica, esce infatti ora per la prima volta nelle catene e nei negozi e di dischi. Ma in una versione ampliata, subito dopo la partecipazione dei Perturbazione al Festival di Sanremo 2014. Contenente cioè anche le due canzoni presentate sul palco del Teatro Ariston: L’unica e L’Italia vista dal bar.

La maggior parte delle persone confonde due sostantivi. Complicazione e complessità. Si tratta in realtà di due parole differenti. Una – la complicazione – indica un lavoro articolato, ma spesso senza la necessità di farsi capire. L’altra – la complessità – riguarda la ricchezza di elementi sintetizzati in un’opera. L’evoluzione di quanto già teorizzato da Italo Calvino quando parlava di leggerezza pensosa.

Si può applicare la teoria della complessità alla musica pop? Sì, perché i più grandi album della storia sono dischi densi di elementi combinati tra di loro che, per una sorta di sospensione magica, arrivano diretti a comunicare quel che devono. Sgt Peppers’ dei Beatles, Thriller di Michael Jackson, Dare! degli Human League, Anima latina di Battisti, Wolfgang Amadeus Phoenix dei Phoenix, Homogenic di Bjork, Homework dei Daft Punk e via dicendo: tutti grandi dischi pop. Che hanno fatto dell’incrocio tra il momento storico, la ricchezza linguistica e la semplicità d’assimilazione il loro punto di forza.

Si può fare musica in tanti modi. C’è chi ama Moby per il suo stile musicale. E chi gli rimprovera di fare un po’ sempre le stesse cose. E ci sono invece quelli come David Bowie che hanno costruito una carriera basata su un appetito artistico insaziabile.

Dovendo scegliere, Musica X appartiene a quest’ultima famiglia. Del resto le vecchie categorie sociali sono saltate: il lavoro non fornisce più identità. La politica nemmeno. La religione figurarsi. L’età neanche a parlarne, siamo sempre tutti giovani. La geografia non indica più una posizione, una direzione, un senso. Da qui parte il brano che apre il disco, Chiticapisce, un ritratto ironico quanto potente dello spaesamento odierno che riguarda tutti.

Di fronte a questa presa di coscienza rimane la passione. La passione del fare musica, facendo però saltare griglie interpretative ormai superate.

Reduci da una serie di album a inizio millennio che hanno contribuito a ridefinire il concetto di musica italiana (l’acclamato In circolo, e poi Canzoni allo specchio e Pianissimo fortissimo), i Perturbazione hanno cominciato a reinventare se stessi già con il doppio album Del nostro tempo rubato (2010). La band si è così ritrovata in studio di fronte a se stessa e a questo scenario: comporre musica senza indugiare sul passato e sulle sue formule. Col desiderio di non farsi rinchiudere in quella parrocchia musicale dove ci si parla e ci si ascolta solo tra convertiti. Un passo oltre: la creazione di una Musica che fosse indeterminata, X appunto.

X come impossibile da restringere in una formula.

X come gli anni che stiamo vivendo.

X che sta al posto di per. La musica, fondamentale per la nostra quotidianità. La colonna sonora, il sale e il sangue delle nostre esperienze.

Per fare ciò hanno deciso di farsi aiutare da Max Casacci, fondatore dei Subsonica e produttore artistico di Musica X.

In tema di produttori, va ricordato che il celebre guru inglese Trevor Horn ha definito la musica pop come la forma sonora più rivoluzionaria in circolazione. Sinonimo di evoluzione: perché fa da sfondo e riflette il tempo che abitiamo, e come esso deve procedere. Musica X nasce in questo modo. Con la voglia di sperimentare più che mai con la programmazione elettronica, il ritmo e la melodia. E unendo a ciò la solidità di scrittura che ha reso i Perturbazione uno dei principali gruppi italiani dell’attualità musicale.

Il filo conduttore dell’album a livello narrativo è perlopiù basato sulla manutenzione e sullo scoppio della vita di coppia. In più: uno sguardo e una presa di coscienza del sesso come forma di comunicazione. Spietata, carnale, inevitabile, profonda.

Si tratta di temi trattati con efficacia neorealista e ironia in brani come L’unica, Diversi dal resto e La vita davanti. E che non a caso giunge alla sua sintesi nel brano di chiusura, Legàmi. In mezzo ci sono riflessioni sull’età adulta e quella adultera come Mia figlia infinita e Monogamia.

Musica X è l’album più coeso dei Perturbazione: 12 canzoni in poco più di 40 minuti, quasi una reazione al precedente Del nostro tempo rubato. L’eterogeneità della scrittura e della divagazione continua tra generi è confermata anche dagli ospiti presenti: I Cani (nella corrosiva Questa è Sparta), la cantautrice Erica Mou (voce femminile di Ossexione) e infine Luca Carboni che duetta con Tommaso Cerasuolo ne I baci vietati.

Mondi apparentemente lontanissimi, ma che con proprietà di linguaggio dialogano fra di loro: da sempre la missione artistica dei Perturbazione. E di Musica X. Un album unico nel panorama italiano attuale, dove convergono stili, mobilità, diversità, coraggio, ambizione. In una parola: complessità.

Semplicemente.

Un disco destinato a lasciare un segno nell’evoluzione della musica e della cultura pop nazionale.

SUPPORTING ACTS BIO

NADIA & THE RABBITS

Nadia von Jacobi è nata a Monaco di Baviera, risiede in Italia e vive… nel mondo.

Fin dagli esordi, l’artista ha abituato il suo pubblico ad ascoltare la sua musica in tutte le lingue mentre la passione per le sette note e la ricerca della libertà spingono Nadia a esibirsi fin da giovanissima, passando indenne dalle gloriose assi del Rolling Stone ai peggiori bar delle Galapagos fino al 2009, quando arriva il primo frutto di questo viaggio: Song Fairy Tales, album autoprodotto e registrato dal vivo tra Londra e l’Italia. Qui s’incontrano alcuni temi che costituiscono l’essenza del suo pensiero, come la fiaba, un coniglio mannaro che ci corre dentro e che aspetta di incontrare i suoi simili.

Ed è proprio di questo periodo l’incontro con un branco di Rabbits, che cominciano a seguirla, trovando modo di presentare questo nuovo ensemble anche a Vienna e in Germania, oltre che nei luoghi già marcati in precedenza, con vari tour durante i quali si mette a fuoco tutta l’attitudine pop-folk di Nadia & The Rabbits.

È un incontro determinante che porta oggi alla nascita di un progetto internazionale, in cui convergono le esperienze di musicisti italiani, germanici, austriaci, francesi, americani, giapponesi, spagnoli e coreani impegnati nell’estrapolare da 32 strumenti il meglio dei suoni, accompagnando la voce di Nadia.

Dal suono del loro Folk Obliquo nasce Noblesse Oblique, realizzato con la co-produzione di LeLe Battista, registrato in Italia (Milano, Firenze, Rubiera e Cantù), negli USA (New Orleans), in Austria (Vienna), in Germania (Detmold), in UK (Londra) e pubblicato da Mescal il 29 Gennaio 2013 e affiancato dal video del 1° singolo, Moongirl, presentato in anteprima /esclusiva sul sito di XL.

WEBSITE:http://nadiavonjacobi.com/

VERONICA MARCHI

Cantante e autrice sin dalla tenera età, la musica di Veronica Marchi spazia dal pop rock al folk cantautorale.

Cresce ascoltando Alanis Morissette, Jeff Buckley, David Bowie, Suzanne Vega e gli italiani Rino Gaetano, Lucio Battisti, Carmen Consoli.

Mostra sin da piccolissima una forte passione per la musica. Inizia a cantare a quattro anni, giocando col pianoforte della sorella suona ad orecchio le note di “Sapore di sale” di Gino Paoli. Inizia poi lo studio del pianoforte e della chitarra, consegue la licenza di Teoria e solfeggio al conservatorio di Riva Del Garda, studia canto e composizione.

Le prime apparizioni in pubblico risalgono alla fine degli anni 80. Il 1989 la vede protagonista della trasmissione di Rai 2 “Piccoli e grandi fans”. Scrive la sua prima canzone, “Cosa c’è”, a 9 anni; con essa vince il “Microfono D’oro” a Mirandola nel 1992.

Proseguono poi negli anni le partecipazioni a concorsi e manifestazioni, tra le quali Trenta ore per la vita, Telethon, Karaoke (programma televisivo) di Fiorello, che vince cantando “Io penso positivo” di Jovanotti.

L’esordio discografico

Il 2005 è l’anno del debutto discografico di Veronica Marchi. L’album omonimo è prodotto artisticamente dalla stessa cantautrice in collaborazione con Mauro Magnani ed esce per l’etichetta discografica La Matricula di Luigi Pecere, edizioni Rai Trade.

Il disco riceve subito forti consensi da parte di critica e pubblico, con i consecutivi riconoscimenti – menzione Targa Tenco sez. Opera Prima, prima ex aequo; Premio Bianca D’Aponte, Premio DemoRai.
Dal primo singolo, “
Bambina“, viene estratto un video per la regia di Sebastiano Festa (E-Gain, unità di crisi).

Veronica apre i concerti di artisti del calibro di Cristina Donà, Niccolò Fabi, Nada, Antonella Ruggiero, Lara Martelli, Teresa De Sio, Roberto Angelini, Marta Sui Tubi, Laura Bono, Davide Van de Sfroos, Eugenio Finardi.

  • L’acqua del mare non si può bere e collaborazioni

Nell’estate del 2007 esce in distribuzione digitale “Saldi di primavera”, il biglietto da visita del nuovo album, in uscita a maggio 2008. Il nuovo disco è anticipato dal singolo “Splendida Coerenza”, brano con cui Veronica si aggiudica il primo posto ed il premio della critica al Giffoni Music Concept, sullo stesso palco la rassegna ospita Carmen Consoli, Samuele Bersani, Irene Grandi, Tiromancino, Simone Cristicchi e molti altri artisti di spessore. Il secondo disco di Veronica Marchi è uscito il 9 maggio 2008 e s’intitola “L’acqua del mare non si può bere“Veronica porta avanti dal 2006 un progetto parallelo alla sua carriera solista con la rock band Maryposh. Il disco della band è prodotto da Giusi (JP) Passalacqua, già al lavoro con gli Afterhours per l’album Ballate per piccole iene.

Nel 2009 Veronica non si limita a perseguire la sua carriera di cantautrice, bensì intraprende nuove strade che ampliano le sue capacità artistiche a 360°: è direttrice artistica del Circolo Culturale Majakovskij di Verona per la stagione di apertura 2008/2009; apre un blog dove pubblica i suoi racconti brevi, blog che il 22 giugno diventa anche una trasmissione radiofonica condotta da lei stessa, intitolata Nerosubianco. Il 16 giugno è una delle ospiti del United Verona Artists al Teatro Romano (Verona), un evento unico che vede protagonisti i maggiori esponenti della scena musicale/artistica veronese degli ultimi 40 anni. Dal 13 novembre è parte della compagnia teatral/musicale di Natalino Balasso per la serie di spettacoli intitolati FOG THEATRE, al Teatro Alcione di Verona.

Nel 2010 prosegue la collaborazione in teatro con la compagnia di Natalino Balasso. Il tour la porterà anche alla fine dell’anno al Gran Teatro di Padova con dieci repliche dello spettacolo. Nel frattempo si solidifica la collaborazione con il pittore veronese Serafino Rudari, con cui porta in giro per l’Italia uno spettacolo intitolato CANZONI A COLORI. Una performance di arte e musica in tempo reale, che riscuote un buon successo di pubblico (partecipazione, tra gli altri, al Folk Festival di Orvieto e al RossoBastardoLive di Spoleto).

Il 23 e 24 giugno viene chiamata da Enrico De Angelis Premio Tenco per diventare una delle voci dello spettacolo dedicato a Fabrizio De Andrè “Bocche di rosa – Dieci voci femminili interpretano Spoon River”. Il 7 agosto Veronica Marchi è a Cracovia (Polonia) come unico artista italiano del Leonard Cohen Event 2010. La prestigiosa manifestazione dedicata all’artista canadese si ripete ogni due anni, e Veronica viene chiamata a prenderne parte proprio per le sue qualità interpretative del repertorio del cantautore, con testi tradotti in italiano da Flavio Poltronieri e Marco Ongaro.

Di ritorno dall’estero Veronica inizia a dedicarsi alla realizzazione del suo terzo album, definendo la scrittura dei brani e preparando insieme ai suoi fedeli musicisti un lavoro in studio come bozza del disco. Nell’agosto del 2011 Veronica entra in studio, con Maddalena Fasoli, Andrea Faccioli e Nelide Bandello, per registrare il terzo album che vede la luce in 20 aprile 2012, e che viene intitolato “La guarigione” (Cabezon/Audioglobe), e che vanta la collaborazione artistica di Dario Caglioni.

Vincitrice del Premio Canzone D’autore alla Fiera della Musica di San Donà di Piave 2013.

Album

Singoli

  • 2005Bambina
  • 2006Linea 31
  • 2007Saldi di primavera
  • 2008Splendida Coerenza
  • 2012 – “La passeggiata”
  • 2012 – “Così come mi vedi”

“Cupid Deluxe”, il nuovo disco di Blood Orange, l’araldo della New Black Music

Blood Orange – Cupid Deluxe (Domino)

Potrebbe anche essere che i lustrini dell’errebì non siano la vostra cup of tea, ma non dareste cinquanta minuti del vostro tempo a Cupid Deluxe sapendo che il tizio in questione è l’araldo della new black music e potrebbe ambire al trono del fu Prince? Blood Orange ci ha donato uno dei dischi dell’anno 2013, compreso tra soul, funk sintetico ed old-school ed il secondo album di Dev Hynes (Coastal Grooves è del 2011) non ha certo bisogno di ulteriore retorica per convincervi di quanto sarà importante nelle sorti di questo genere.

Certo che stupisce che dopo aver militato agli inizi della sua carriera nella formazione dance-punk dei Test Icicles, l’uomo nero che si celava dietro Lightspeed Champion era sempre Dev. Chi ha memoria ‘indie’ ricorderà che l’inglese trasferitosi in America pubblicò un paio di albums per Domino Records circondato anche da bella gente del giro Bright Eyes.

All’epoca Lightspeed Champion non me lo filai di striscio poiché non mi colpì affatto; il cantautorato indie-folk del tempo aveva ben altri numeri da esibire ed io non ho mai avuto nessun ripensamento né senso di colpa per questo. Questo fa sì che (ri)scoprire oggi questo artista su un terreno musicale più distante sia ancora più interessante. E non vi sembri moralismo ma a volte (e sottolineo ‘a volte’) ambizione, volontà e duro lavoro premiano e Blood Orange lo merita.

Guardi il video di Time Will Tell e ti sembra di assistere ad una scena tratta dalle prime stagioni di Saranno Famosi. Dev non è questo gran ballerino ma la sua mancanza di vergogna nel lasciare il pianoforte per andare allo specchio e ‘muoversi’ come se fosse da solo, noncurante delle centinaia di migliaia di visualizzazioni su youtube, non può non conquistarvi. Scavalcando quella linea impercettibile tra goffaggine ed ingenuità egli ci lascia intravedere candido l’ombra lunga di un Michael Jackson in stadio larvale.

D’accordo che il music-biz a volte ci irretisce con disegni poco chiari e segnali contraddittori ma c’è anche il video di Chamakay in cui Dev va a Georgetown in Guyana per incontrare per la prima volta il nonno materno di 92 anni ed una tale spontaneità – immaginate il contesto di povertà – fa di lui un personaggio indubbiamente intrigante. E non stiamo ancora parlando di musica; Cupid Deluxe è un disco molto morbido e seducente come annunciato dai primi rintocchi esotici di Chamakay o dalle note jazzate e celestiali di Chosen. C’è anche l’hip-hop di Clipped On e di High Street che pur senza essere sperimentale si distacca dalle usuale iconografia che lo rappresenta, ma sono le sicure hit come la già citata Time Will Tell, la contagiosa You’re Not Good Enough, il funk di Uncle Ace, molto eighties con i suoi inserti di sax e dal finale shuffle ad indurre al play compulsivo.

E cosa resta di quel passato indie rock? La collaborazione di David Longstreth dei Dirty Projectors forse? la copertina ambigua come quella di una band noise nwyorkese o la cover di I Can Only Disappont U dei Mansun qui ribattezzata Always Let U Down?

Non lo so, ma soprattutto chi se ne frega: Blood Orange è l’icona pop per il 2013 o almeno io la mia l’ho sicuramente trovata.

Recensito per Freak Out Magazine a questo link: http://goo.gl/3Vyieh

http://giuliozine.wordpress.com/2014/01/13/blood-orange-ce-vita-dopo-neverland/

http://giuliozine.wordpress.com

Luca Bretta’s Band – “Principessa della porta accanto”

A cura di Nana Arima

Il nome del gruppo è quello del fondatore, Luca Bretta appunto. Bassista, classe ’91, il ragazzo vanta già successi sia con il suo primo gruppo, gli Hot Funky Style, che personali.

Con i primi auto-produce un album dal titolo “Beautiful Damage” in cui compone le canzoni e partecipa a diversi concorsi (ROCK TARGATO ITALIA ed ITALIA WAVE BAND) ed apre il concerto dei The Bastard Sons Of Dioniso (XFACTOR 2009); come solista partecipa alle selezioni per XFACTOR ed AMICI, purtroppo senza successo, così come a Sanremo. Partecipa anche a concorsi regionali come COMACCHIO CANTA e suona insieme a Michele Ascolese (chitarrista di De Andrè e collaboratore di Vanoni, Paoli e tanti altri) e Maurizio Meo (bassista e produttore di molti artisti, tra cui Byron dei Toto). Nel luglio 2013 partecipa alle semifinali del 56mo festival di Castrocaro ed inoltre viene selezionato per il Corona Salice Tour (sponsorizzato da Corona Italia, Deejay TV ed M2o) suonando nelle principali spiagge italiane.

Il gruppo vero e proprio nasce nell’estate 2012 dall’idea di Luca di proporre canzoni pop/rock in lingua italiana, a lui si aggiungono Silvia Zaniboni alla chitarra, Nicola Pedretti al basso e Filippo Dellamagnana alla batteria. Il gruppo vanta partecipazioni come l’apertura delle cerimonie per la Coppa del mondo di sci a Madonna di Campiglio (dicembre 2012), ma è l’uscita del primo singolo (12 agosto) a decretare “la svolta”, un brano composto dal cantante/produttore ed interamente autoprodotto dallo stesso (arrangiamento, registrazione e mastering). Il brano s’intitola “Principessa della porta accanto” ed è accompagnato dal video ufficiale su Youtube (che a tutt’oggi riscuote un grande successo, 12000 visualizzazioni in un mese), in più è scaricabile gratuitamente da Soundcloud (dove tra l’altro è possibile ascoltare le cover personalizzate da Luca). 

Il singolo è una rock ballad su un amore più o meno corrisposto, divertente e molto coinvolgente, così come il video… io stessa la canticchiavo dopo due secondi, cosa che sono sicura faranno tutti i partecipanti al loro tour invernale come quelli che li ascoltano dalle camerette… Auguriamo un grande in bocca al lupo in attesa dell’album!!!!!

https://www.facebook.com/pages/Luca-Bretta/261285197275521

https://soundcloud.com/luca-bretta-1